WeDo Holding chiude il 2025 con ricavi in crescita a 275 milioni e presenta il piano industriale 2026-2028 all’insegna della integrazione e diversificazione fra mercati e linee di prodotto con l’obiettivo di salire a 308 milioni alla fine di quest’anno, a 359 milioni nel 2027 e a 412 nel 2028 triplicando l’utile dai 7,3 milioni del 2025 ai 22 milioni previsti a fine piano.
Occorrono, scrive Il Sole 24 Ore, riportando una intervista ad Andrea Olivi, presidente di WeDo Holding, circa 30 milioni di investimenti nel triennio, diretti soprattutto a rafforzare l’integrazione tra operations, servizi a valore aggiunto e innovazione tecnologica. «Oggi è inutile focalizzarsi sul prodotto. Soprattutto per internazionalizzarsi, è necessario investire sul know how e sui brevetti, sulle tecnologie e sulla digitalizzazione, sulla ricerca e sviluppo, sui servizi e sulla distribuzione», dice il presidente.
Il gruppo ha investuto oltre 10 milioni di euro per realizzare sei impianti fotovoltaici (altri ne arriveranno); è stato avviato il progetto di nolo operativo, rivolto in particolare al mondo degli uffici e dell’hospitality, che prevede il noleggio di arredi e sistemi di interior, la loro manutenzione e sostituzione, che ha generato 15 milioni di euro di ricavi. Inoltre, sono proseguiti gli investimenti sul fronte del prodotto (in particolare nella ricerca sui materiali «bio-based», oltre che sul design), della struttura organizzativa e della digitalizzazione.
Tra gli obiettivi del nuovo Piano c’è l’aumento della quota export (oggi attorno al 45%). Il contract nel 2025 ha raggiunto un valore di 58 milioni contro i 50 del 2024.
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Andrea Olivi, presidente di WeDo Holding




