Sul numero di settembre di Progetto Cucina pubblica una inchiesta di Serena Del Giudice che intervista 4 top manager di altrettanti brand italiani sul tema delle esportazioni.
Qui riportiamo le frasi attribuite ad Andrea Giorgini, Export Sales Manager di Veneta Cucine.
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“Tra i mercati che ci hanno dato più soddisfazione – spiega Andrea Giorgini, Export Sales Manager di Veneta Cucine, oggi presente in oltre 40 Paesi – c’è sicuramente la Francia. È il nostro primo mercato e due anni fa abbiamo costituito, a seguito di un’acquisizione, Veneta Cucine France, con sede a Nizza.”
Anche la Spagna è ormai al centro dell’attenzione dell’azienda, rappresentando un mercato molto dinamico dopo un breve periodo di stagnazione, mentre “l’Europa orientale – continua Giorgini – si sta dimostrando ricettiva, grazie a strategie promozionali mirate. La Polonia e l’Ungheria sono Paesi molto interessanti, sui quali stiamo affinando diverse attività di promozione.” Ma, sottolinea il manager, “oltre i confini europei, la Cina è la sfida più ambiziosa”. L’azienda è presente nel Paese da oltre vent’anni, riuscendo ad affermarsi sia nel segmento contract sia nel retail. “Lo sviluppo del retail è sicuramente un progetto audace, ma la nostra sfida principale è quella di realizzare oltre 50 negozi retail… un progetto che sicuramente stiamo vincendo.”
Per Veneta Cucine, per esempio, il Made in Italy è un vero e proprio passaporto per l’eccellenza. All’estero, in particolare in territori non UE, il marchio italiano è sinonimo di prestigio, stile e qualità. “In Corea del Sud – enuncia orgoglioso Giorgini – c’è una vera e propria domanda consapevole dei prodotti italiani”. Il punto di forza? La combinazione tra design ricercato e una struttura produttiva che unisce efficienza industriale e flessibilità artigianale. “Le dimensioni delle aziende italiane sono perfette: abbastanza grandi per soddisfare la richiesta di volumi produttivi e, soprattutto, abbastanza piccole per ascoltare e ‘coccolare’ il cliente”, conclude l’Export Sales Manager.
Veneta Cucine conferma il proprio impegno nel rafforzare la presenza internazionale, che oggi incide per circa il 17% sul fatturato totale (58 mio di euro). Una quota ancora contenuta rispetto al mercato interno, ma con ampi margini di crescita, considerando che all’estero si esportano principalmente i mobili, mentre in Italia il consumatore acquista anche accessori ed elettrodomestici. Come spiega Giorgini, l’espansione nei mercati esteri è una priorità strategica: focus su Spagna e Francia, dove la rete commerciale è stata recentemente potenziata, e Cina, mercato consolidato in cui l’azienda continua a investire tramite presenza diretta e attività fieristiche. Anche l’Est Europa è al centro delle attività, con fiere a Varsavia e Budapest nell’ultimo anno. A livello di prodotto, Veneta Cucine esporta il proprio catalogo con un approccio flessibile: “Non vendiamo un prodotto finito, ma un prodotto da disegnare”, afferma il manager, e questo per poter adattare finiture e dimensioni alle esigenze specifiche di ogni mercato. Anche la sostenibilità è un asset chiave: l’azienda, infatti, è tra le prime in Italia a redigere un bilancio di sostenibilità, impegno che l’ha portata a ottenere la certificazione FSC. L’uso di materiali eco-friendly e processi a basso impatto rispondono alle aspettative di un mercato globale sempre più sensibile ai temi ambientali.
Veneta Cucine osserva con attenzione l’evolversi della questione dazi riconoscendo che si tratta di un tema potenzialmente critico. “Sicuramente rappresentano un disincentivo al commercio”, sottolineano dall’azienda. In particolare, se dovessero essere confermate le tariffe al 25% – come ipotizzato prima dell’attuale tregua di 90 giorni – l’impatto negativo potrebbe farsi sentire sia sullo sviluppo di nuovi rapporti commerciali, sia su quelli già consolidati. Per ora, la situazione rimane incerta. “Viviamo un momento temporaneo, con dazi al 10%, che non rappresentano un ostacolo insormontabile” conclude Giorgini. Tuttavia, l’eventualità di un aumento rende il clima instabile. Resta però fondamentale monitorare l’evoluzione della situazione nei prossimi mesi, poiché una decisione definitiva potrebbe influenzare in modo marcato le dinamiche commerciali sul mercato americano.
Veneta Cucine, per esempio, è già presente in India, un mercato enorme che conta oltre un miliardo e mezzo di persone. Nonostante ciò, il volume delle importazioni di cucine non riflette ancora appieno il potenziale di questa vasta popolazione. Tuttavia, l’azienda è riuscita a ritagliarsi una quota significativa nel segmento delle cucine importate.
“Dai miei viaggi in India ho potuto osservare profondi cambiamenti – racconta Giorgini – molti investimenti, città in trasformazione e una crescente domanda di design e di Made in Italy. Il nostro obiettivo è rafforzare ulteriormente la presenza delle nostre cucine, diventando un punto di riferimento tra le aziende europee”. Sul fronte Sudamerica, invece, ha appena mosso i primi passi con l’apertura di due negozi a Buenos Aires, segnando la sua prima esperienza in quella regione. Anche se al momento non ci sono obiettivi precisi per valutare l’impatto, la previsione è di un mercato molto più dinamico nei prossimi anni, soprattutto in Argentina, “che sembra aver trovato una maggiore stabilità economica”.
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Andrea Giorgini, Export Sales Manager di Veneta Cucine.




