Il mercato dell’arredamento contract è stimato intorno ai 68 miliardi di euro, ma destinato a superare i 110 miliardi nel prossimo decennio, secondo le previsioni di Global Market Insight riportato dal Sole 24 Ore. Una opportunità che le imprese italiane hanno colto, anche se forse partendo un po’ in ritardo, e che sta coinvolgendo anche il management del Salone del Mobile. Parliamo però del prossimo anno. Solo nella edizione 2027 negli spazi della Fiera sarà presente un Salone Contract Forum disegnato dallo studio OMA di Rem Koolhaas e David Gianotten.
Emanuele Orsini, presidente di Confindustria e già presidente di FederlegnoArredo nel triennio 2017-2020, ha ricordato l’importanza di questo settore durante la sua visita ieri al Salone: «Portare il made in Italy all’interno delle case dei cittadini di tutto il mondo, negli alberghi, negli aeroporti, per noi è un onore. Il “vivere italiano” significa questo e noi siamo orgogliosi di essere qua», ha detto, aggiungendo che la filiera del legno-arredo è, assieme all’alimentare e la moda, una delle industrie trainanti del Paese e che meglio rappresentano il made in Italy nel mondo.
Secondo uno studio di Csil, il contract furniture in Europa rappresenta un mercato da oltre 13,5 miliardi di euro di produzione, con consumi pari a circa 11 miliardi di euro. La produzione contract resta in larga parte concentrata in Europa, mentre meno del 20% dell’output è destinato a progetti extra-europei, principalmente in Nord America, Medio Oriente e Asia-Pacifico. Regno Unito, Italia, Germania, Polonia e Svezia, che insieme rappresentano oltre il 60% della produzione europea totale.
«Il contract è oggi uno dei segmenti in cui si concentrano le trasformazioni più rilevanti, dal punto di vista industriale, operativo e di mercato», ha ricordato Maria Porro, presidente del Salone del Mobile. «Il mondo del design e dell’arredamento sta cambiando molto e sta cambiando anche il modo in cui l’arredamento viene distribuito», ha aggiunto.
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