Smart Home: + 11% di vendite nel 2025 secondo l’Osservatorio del Politecnico di Milano

Questo articolo è apparso sul numero di Luglio di Progetto Cucina

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Nato per mettere in contatto le persone tra loro o con le informazioni, internet si è evoluto fino a includere nel suo ecosistema anche gli oggetti. Oggetti connessi, oggetti ‘intelligenti’. Si chiama Internet of Things (letteralmente, ‘Internet delle cose’), una rete di dispositivi dotati di sensori, software e connettività che permette loro di raccogliere e scambiare dati senza bisogno di un intervento umano diretto. Non solo sistemi di illuminazione pubblica o macchinari industriali, ma anche termostati, frigoriferi, lampadine, assistenti vocali. In casa ci aiutano ad automatizzare i processi ripetitivi, a ottimizzare i consumi e perché no, a vivere in modo più confortevole. 

È un mercato in pieno sviluppo in Italia: secondo i risultati dell’Osservatorio Internet of Things del Politecnico di Milano, nel 2025 la crescita è stata a doppia cifra, con un +12% rispetto al 2024, raggiungendo un valore di 10,9 miliardi di euro. In questo scenario, la cosiddetta smart home o domotica è tra i settori che performa meglio: è cresciuta, infatti, dell’11%, per un valore di un miliardo di euro, dimostrando come l’ecosistema della casa intelligente stia conquistando un numero crescente di famiglie italiane. 

In Italia, stima l’Osservatorio, ci sono oggi 175 milioni di dispositivi connessi attivi, circa 3 per abitante (+13% rispetto al 2024).  A trainare la smart home (1 miliardo di euro, +11%) è soprattutto la sicurezza, mentre rallenta il segmento del risparmio energetico.  Dopo i picchi legati agli incentivi fiscali e al Superbonus, il comparto ‘edifici intelligenti’ (smart building) mostra invece un rallentamento: 1,4 miliardi di euro, +2%. Resta, in ogni caso, al terzo posto per quota di mercato, dopo le soluzioni per le utility (1,87 miliardi) e la smart car (1,76 miliardi). 

Le utility mostrano, infatti, un tasso di crescita superiore alla media del mercato (+18%), grazie soprattutto alle soluzioni smart di metering idrico, ma anche alle applicazioni Internet of Things per le infrastrutture energetiche come cabine, dighe, acquedotti o nuovi contatori in ambito elettrico e gas.  Per la smart car, che è cresciuta del 6%, a fine 2025 erano 6,5 milioni i veicoli connessi tramite SIM (+16%) e 10,6 milioni le box GPS o GPRS installate (+1%). 

Sopra la soglia del miliardo ci sono anche la smart factory (1,16 miliardi, +12%) e la smart city (1,03 miliardi), spinte la prima da una sempre più diffusa adozione di tecnologie avanzate in fabbrica, inclusa l’Intelligenza Artificiale (+11%), e la seconda dai bandi del PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) che hanno permesso al 17% dei Comuni italiani di avviare un progetto di utilizzo di IoT nell’ultimo triennio. 

Il PNRR e gli investimenti pubblici hanno spinto anche il settore delle infrastrutture per i trasporti che però resta in fondo alla lista (270 milioni), dopo logistica (900 milioni di euro), agricoltura (600 milioni) e asset management (425 milioni). 

La trasformazione digitale si applica ormai a tutti i settori, e se guardiamo alle grandi imprese industriali italiane, il 53% integra AI e IoT nei propri processi o intende farlo entro un anno. La percentuale è di poco inferiore tra le imprese di media entità: 33%. Nonostante le difficoltà legate alle revisioni normative e alla burocrazia, l’Intelligenza Artificiale sta entrando con forza nei processi produttivi e gestionali. La cybersecurity e il riconoscimento delle immagini (55%), la manutenzione predittiva (49%) e l’ottimizzazione della produzione (45%) sono le applicazioni più diffuse. Il 40% delle imprese si dichiara soddisfatto dell’investimento. 

Il 39% delle applicazioni IoT in Italia utilizza reti cellulari, una quota significativa del mercato pari a 4,3 miliardi di euro e in crescita del 7% rispetto al 2024. 

Lo sviluppo maggiore, però, ha riguardato le applicazioni su reti alternative, pari al 61% del mercato, con un incremento del 16% in un anno e un valore di 6,6 miliardi di euro. In particolare, le tecnologie Wi-Fi (31% delle connessioni totali, +15%), Bluetooth (22%, +14%) e le reti LPWA (Low Power Wide Area) che sono cresciute del 20%. 

Il trend, inoltre, mostra una sempre più marcata evoluzione verso le tecnologie satellitari che aprono nuove opportunità per la connettività globale e riducono la dipendenza dalle infrastrutture terrestri. Parliamo soprattutto delle Non-Terrestrial Networks (o NTN), che estendono il 5G alla connettività satellitare e consentono ai dispositivi compatibili di comunicare tramite satelliti in orbita terrestre più bassa rispetto ai satelliti geostazionari ‘tradizionali’. Come sottolinea Antonio Capone, Responsabile Scientifico dell’Osservatorio Internet of Things, “la convergenza tra 5G e NTN sta dando vita a una nuova generazione di soluzioni che combinano i benefici delle tecnologie satellitari con quelli delle reti a bassa potenza.” 

Il connubio tra AI e IoT apre nuovi scenari di utilizzo e porta molti vantaggi. Esistono già sistemi in grado di perseguire obiettivi specifici con una supervisione limitata. Sono i cosiddetti ‘sistemi di Agentic AI’. Ma è possibile anche limitare la dipendenza dall’infrastruttura cloud. Se infatti, in un modello tradizionale, i dati vengono inviati al cloud per essere elaborati da un modello AI e il risultato torna poi al dispositivo, con l’Edge AI questo avviene direttamente sui dispositivi locali, smartphone, sensori, telecamere, veicoli, assistenti vocali locali, termostati. 

L’Osservatorio del Politecnico di Milano, insomma, ci offre una panoramica completa di tutti i possibili utilizzi dell’Internet of Things e del loro livello di sviluppo. “L’offerta di soluzioni continua a evolvere”, osserva il Direttore dell’Osservatorio Giulio Salvadori, e “rappresenta una leva fondamentale per la competitività delle aziende nel nostro paese”, ricorda la Direttrice Angela Tumino.  Non è più una promessa, quindi: l’Internet of Things è infrastruttura, è quotidianità. Soprattutto, è già dentro casa nostra. (v.t.) 

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