SICAM 2026: a Pordenone torna il valore dell’incontro 

Spazi espositivi già esauriti e registrazioni in crescita. Carolina Giobbi conferma il ruolo centrale della fiera per il comparto

Questo articolo è apparso sul numero di Luglio di Progetto Cucina

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L’apertura della 17ª edizione di SICAM, il Salone internazionale dei componenti, accessori e semilavorati per l’industria del mobile, è  in programma a Pordenone Fiere dal 20 al 23 ottobre 2026, e il clima che accompagna l’avvicinamento all’evento è improntato a una diffusa fiducia. L’organizzazione ha già completato da tempo la definizione del parco espositori, consultabile online, mentre gli spazi espositivi risultano completamente occupati. Anche le registrazioni, aperte da pochi giorni, stanno evidenziando un forte interesse da parte degli operatori del settore. 

Le aspettative sono quindi orientate a confermare i risultati dell’ultima edizione, che ha visto la partecipazione di quasi 700 espositori, oltre il 30% dei quali provenienti dall’estero, distribuiti su 20 mila metri quadrati netti di superficie espositiva. Attesa inoltre una significativa presenza internazionale, con visitatori provenienti da più di cento Paesi. Numeri che testimoniano la solidità del posizionamento raggiunto dalla manifestazione e il ruolo consolidato che SICAM ricopre ormai da anni nel panorama fieristico dedicato alla filiera del mobile. 

Pur in un contesto economico e di mercato che continua a presentare elementi di complessità, gli appuntamenti della recente settimana milanese hanno restituito segnali incoraggianti. Il settore dell’arredo si è infatti ritrovato con rinnovata energia e con la volontà di guardare al futuro con maggiore fiducia. Non è un caso che molte delle tendenze e delle soluzioni emerse durante l’ultima edizione di SICAM abbiano trovato conferma nelle novità presentate al Salone del Mobile, a testimonianza della capacità della manifestazione di intercettare e anticipare le evoluzioni del comparto. 

Lo stesso spirito accompagnerà il percorso verso l’appuntamento di ottobre a Pordenone, che si conferma un’importante occasione di incontro per tutta la filiera. Secondo Carolina Giobbi, responsabile marketing e comunicazione dell’evento, il settore ha oggi più che mai bisogno di momenti capaci di generare ottimismo, nuove opportunità e relazioni professionali di valore. In quest’ottica, la manifestazione continua a puntare su una formula che coniuga piacevolezza dell’esperienza e concretezza dei contenuti, mantenendo il prodotto al centro dell’attenzione e offrendo un contesto orientato al business. L’obiettivo dell’organizzazione è quello di garantire a espositori e visitatori un ambiente in cui ogni momento trascorso in fiera possa tradursi in opportunità concrete e risultati tangibili, valorizzando il tempo degli operatori attraverso incontri e attività ad alto contenuto professionale. 

Progetto Cucina ha intervistato  Carolina Giobbi, responsabile marketing e comunicazione di ExpoSicam 

Carolina Giobbi, responsabile Marketing di Sicam

Dopo l’ultima edizione e la recente Design Week milanese, che segnali arrivano oggi dal mercato dell’arredo e della componentistica? Avvertite davvero un ritorno di fiducia da parte delle aziende? 

Indubbiamente Milano esercita ancora una fortissima attrattiva su tutto il mondo dell’interior design e nelle ultime settimane si è respirato un certo ottimismo, per quanto si debbano fare i conti con uno scenario mondiale che è cambiato e continua a cambiare. Nuovi attori stanno ormai consolidando la propria offerta a livello internazionale, mettendo di fatto in discussione quelli che solo fino a pochi anni fa sembravano primati intoccabili. Per non parlare dell’arrivo, anche nel mondo della componentistica, di grandi fondi internazionali che portano inevitabilmente alla nascita di veri e propri gruppi multibrand, rappresentando un ulteriore elemento di novità di cui, a oggi, non è ancora chiara la portata. 

Bisognerà capire quali saranno le risposte del made in Italy e del made in Europe, per quanto di componenti per mobili ce ne sarà sempre bisogno. Potremmo assistere a una segmentazione più marcata tra produzioni ad alto valore aggiunto, destinate a un mercato orientato al design e alla qualità, e produzioni rivolte ai grandi volumi. In entrambi i casi, la domanda di innovazione e di soluzioni presentate a SICAM per l’industria del mobile resterà centrale. Per questo guardiamo al futuro con fiducia. È un atteggiamento che appartiene al nostro modo di lavorare: creare occasioni concrete di incontro tra domanda e offerta, in un settore che non smette mai di innovare e di confrontarsi con nuove sfide. 

Nel comunicato parlate del “valore dell’incontro” e di una fiera concreta, orientata ai risultati. Quali sono gli elementi che rendono SICAM un appuntamento così efficace per fare business? 

A volte abbiamo quasi la sensazione di essere tra i pochi a credere ancora che il vero protagonista di una fiera debba essere il prodotto. SICAM ha sempre scelto di essere un contenitore efficiente, moderno e accogliente, lasciando agli espositori il compito di riempirlo di contenuti, idee e innovazione. È una formula che continua a dimostrare tutta la sua efficacia.  Fin dall’inizio abbiamo investito in servizi pensati per consentire a espositori e visitatori di concentrarsi esclusivamente sul proprio lavoro: logistica, trasporti, ristorazione, accoglienza e organizzazione sono elementi che contribuiscono a rendere l’esperienza semplice e produttiva.  Quello che conta davvero, però, è ciò che si trova nei padiglioni: migliaia di prodotti, materiali, finiture, tecnologie e soluzioni che rappresentano il presente e il futuro del settore. È questo patrimonio di competenze e innovazione che rende questo evento un appuntamento imprescindibile per tutta la filiera del mobile. 

SICAM continua a rafforzare il proprio profilo internazionale, coinvolgendo operatori da mercati emergenti come India e Uzbekistan. Quali aree geografiche stanno mostrando oggi il maggiore dinamismo e quali opportunità possono offrire alle aziende europee? 

Consideriamo parte della nostra missione promuovere SICAM in quei mercati che possono generare nuove opportunità di business per gli espositori. L’Europa rimane naturalmente un riferimento fondamentale, ma negli ultimi anni abbiamo visto emergere dinamiche molto interessanti in altre aree del mondo. La Cina, ad esempio, continua a registrare una crescita costante di operatori interessati a componenti, materiali e tecnologie di qualità europea, soprattutto per le produzioni di fascia più alta. Anche l’India mostra segnali molto incoraggianti: il settore dell’arredo sta maturando rapidamente e cresce l’attenzione verso soluzioni evolute e prodotti di qualità. Parallelamente, gli Stati Uniti guardano sempre più ai modelli produttivi e al design europeo.  Accanto ai grandi mercati consolidati, cerchiamo però di individuare Paesi che potrebbero rappresentare opportunità significative nel prossimo futuro. L’Uzbekistan, le Filippine e altre economie in forte sviluppo sono esempi concreti di questa attività di scouting. 

Molti trend visti nell’edizione 2025 sono poi emersi anche al Salone del Mobile. Quali materiali, finiture o soluzioni progettuali pensa saranno protagonisti della prossima edizione? 

È un aspetto che osserviamo con particolare interesse. Molte delle novità presentate a SICAM trovano poi applicazione concreta nelle collezioni che vengono lanciate nei mesi successivi, confermando il valore strategico della collocazione temporale della manifestazione. Anche quest’anno ci aspettiamo che gli espositori presentino prodotti e soluzioni destinati a influenzare il mercato delle prossime stagioni. Preferisco però non avventurarmi in previsioni specifiche: il nostro ruolo è offrire la piattaforma nella quale innovazione e creatività possano esprimersi al meglio. Quello che possiamo affermare con certezza è che a ottobre saranno presenti sia le novità più promettenti sia quei prodotti consolidati che continuano a rappresentare il cuore del business del settore. È questo equilibrio tra innovazione e concretezza a rendere SICAM un osservatorio privilegiato per comprendere l’evoluzione del mercato. 

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