Salone del Mobile: microcosmi da vivere

Dal Salone del Mobile.Milano 2026 (21-26 aprile), tutti i nuovi orizzonti del design e dell’arredo: dalla cucina al contract, tra tecnologia, sostenibilità dei materiali e spazi progettati per chi li abita

Di seguito un estratto dall’articolo apparso sul numero di Marzo di Progetto Cucina.

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La cucina? Un microcosmo da abitare che si adatta alle esigenze di chi la vive ogni giorno. Non perde la sua anima di luogo conviviale, non dopo il riconoscimento del cibo italiano come Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità da parte dell’UNESCO. Grazie, però, all’innovazione tecnologica e all’evoluzione dei materiali, diventa ancora più funzionale e confortevole.  Sarà questo il cuore di EuroCucina, la manifestazione biennale all’interno del Salone del Mobile.Milano, in programma dal 21 al 26 aprile negli spazi di Fiera Milano Rho.   Dopo il successo del 2024, EuroCucina torna a essere uno spazio dove produttori, designer e professionisti del settore condividono trend, soluzioni e visioni progettuali e propone FTK – Technology for the Kitchen, l’evento collaterale dedicato alla tecnologia da incasso e alle cappe da arredo.  L’attesa non riguarda solo il numero dei partecipanti (106 espositori da 17 paesi), ma soprattutto il focus di questa edizione: da una parte, l’innovazione tecnologica e la sostenibilità; dall’altra, la progettazione degli ambienti attorno a chi li abita. 

Uno sguardo al Salone 

Salone Raritas Visual ©Formafantasma

Dal 21 al 26 aprile, il Salone del Mobile.Milano 2026 riunirà oltre 1.900 espositori e 227 brand provenienti da 32 Paesi, distribuiti su più di 169.000 metri quadrati, tutti sold-out al momento della presentazione ufficiale del Salone a fine gennaio.  Saranno quattro, come sempre, le manifestazioni annuali: lo storico Salone Internazionale del Mobile, con le novità più importanti del design d’interni; il Salone Internazionale del Complemento d’Arredo, focalizzato sulla personalizzazione degli ambienti domestici e professionali; Workplace3.0, che esplora l’evoluzione degli spazi di lavoro; e S.Project, dedicato al progetto d’interni.  In fase preparatoria c’è SaloneContract, nuova iniziativa strategica dedicata al mondo degli arredi e delle soluzioni per spazi pubblici o commerciali, che debutterà ufficialmente nel 2027.  Spazio anche ai giovani talenti con SaloneSatellite, il laboratorio internazionale per designer under 35 a cui parteciperanno 23 scuole e università da tutto il mondo. 

Tra le novità, debutta Salone Raritas, piattaforma espositiva e curatoriale che raccoglierà icone di design da collezione, edizioni speciali e limitate, pezzi unici, antiquariato e alta manifattura creativa. Servirà da punto d’incontro tra gallerie, designer, antiquari, architetti e operatori dell’hospitality e del contract e, grazie a 25 espositori, si propone di colmare il divario tra il mondo della produzione creativa speciale e il mercato professionale contemporaneo. 

Confermato il ritorno di EuroCucina, così come dell’altra biennale, il Salone Internazionale del Bagno, dedicato alle soluzioni e alle tendenze per il bagno e il wellness. Quest’anno entrambe le manifestazioni si focalizzano su soluzioni che garantiscano il benessere di chi abita gli spazi. Un obiettivo che si raggiunge con soluzioni eleganti ma intuitive, materiali funzionali ma piacevoli al tatto, dispositivi intelligenti ma a misura d’utente.  

La cucina dialoga con chi la vive

Uno spazio all’FTK 2024 ©Diego-Ravier

L’edizione 2026 di EuroCucina mette l’accento sulla necessità dell’ambiente cucina di ‘adattarsi’: non è isolata, ma si ibrida con il living, diventando sempre più multifunzionale grazie agli open space, alle superfici interattive, ai piani di induzione invisibili, alle cappe integrate e alle colonne attrezzate che scompaiono con un gesto. 

Spazio ai materiali ‘green’, gradevoli al tatto e facili da pulire, meglio ancora se inseriti in un’ottica di sostenibilità. Legni certificati FSC, ceramica antibatterica, laminati rigenerati, vetri riciclati: le finiture combinano estetica e funzionalità. 

Un grande contributo arriva dagli elettrodomestici. A FTK – Technology for the Kitchen, le aziende presentano dispositivi sempre più integrabili e autonomi, pensati per massimizzare praticità e risparmio energetico, ormai standard obbligatorio. La gestione è senza sforzo: il frigorifero riconosce gli alimenti, suggerisce le ricette e organizza la spesa; il forno regola da sé la cottura in base al tipo di alimento e alle preferenze dell’utente; la lavastoviglie si dosa e si pulisce da sola. Tutto è controllabile tramite comandi vocali e interfacce touchless, rendendo l’esperienza ancora più semplice e personalizzata. 

Come le altre componenti dell’ambiente cucina, anche gli elettrodomestici diventano ‘parte del tutto’: presenti quando servono, invisibili e discreti quando non si desidera utilizzarli. 

Il colore torna protagonista, ma con tonalità più soft e naturali, per trasmettere benessere, mentre la domotica regola luci, temperatura, diffusione dei suoni e dei profumi. È così che si creano dei ‘microcosmi’ armoniosi e accoglienti. 

Maria Porro © Guido Stazzoni

Road to 2027: SaloneContract prende forma 

Il mercato del contract  che si stima raggiungerà i 110 miliardi di euro nei prossimi dieci anni  dà voce a un’esigenza chiara: spostare il valore dal singolo prodotto a un sistema più integrato di competenze, dati e servizi. Il panorama è in costante e rapida evoluzione, e le barriere all’ingresso restano alte: barriere finanziarie, dovute a cicli di progetto complessi, tempi di pagamento lunghi e costi elevati, ma anche requisiti normativi, standard tecnici e di sicurezza sempre più stringenti. Nei mercati più maturi accede chi ha un buon prodotto o progetto, ma oggi serve di più: la capacità di produrre ‘agilmente’, riducendo i tempi, adattando prodotti custom, mantenendo il controllo su costi e fattibilità e coordinando efficacemente tutti gli attori coinvolti. Vince chi è affidabile e trasparente sul lungo periodo, grazie anche a un uso sapiente del digitale. La sostenibilità, poi, non è più soltanto questione di reputazione, ma un fattore di competitività economica, capace di condizionare l’accesso al capitale. In un mercato così competitivo, le aziende hanno bisogno di un luogo dove posizionarsi, e gli operatori di uno strumento di selezione, confronto e orientamento. 

Non ancora una fiera indipendente, ma già un masterplan, un progetto strategico di lungo periodo, nel 2026 SaloneContract muoverà i primi passi. Nato come iniziativa del Salone del Mobile.Milano per interpretare la complessità di questo mercato e coglierne le opportunità concrete o emergenti, esplorerà alcuni temi chiave con percorsi tematici e talk all’interno del progetto firmato dallo studio OMA di Rem Koolhaas e David Gianotten. Obiettivo: arrivare nel 2027 al lancio di una manifestazione strutturata, con aziende selezionate che avranno la possibilità di partecipare alla prima edizione di Salone Contract Forum e di incontrare gli operatori internazionali. 

Nuovi orizzonti: un Salone dal respiro internazionale 

Secondo i dati della manifestazione, al Salone del Mobile.Milano 2026 il 36,6% degli espositori arriverà dall’estero.  Maria Porro, Presidente del Salone, ha sottolineato come questo sia il risultato di una strategia costruita nel tempo, “che si sviluppa attraverso una rete di relazioni internazionali solida e in continua espansione”.  Dopo le tappe in Europa (dal Regno Unito alla Germania, dalla Francia alla Spagna), il roadshow del Salone ha aperto gli orizzonti verso una dimensione internazionale: Stati Uniti, Hong Kong, ma anche altri mercati promettenti come l’India, il Marocco, la Turchia, il Portogallo. Tra i mercati più sofisticati e ricettivi figura anche il Giappone. 

L’importante è continuare a evolversi. Nel bel mezzo di uno scenario economico globale tutt’altro che prevedibile, Maria Porro ha sottolineato le discontinuità e le polarità in cui le aziende italiane si trovano a muoversi. In un contesto così difficile da navigare, chiudersi a riccio sarebbe controproducente. Per questo, il Salone testa nuovi contenuti e formati, confermando però la sua missione storica: “accompagnare le aziende italiane non solo nella definizione di standard competitivi e sostenibili, ma affinché siano riconosciute e scelte come partner di riferimento per il setup di questi spazi a livello internazionale”, aggiunge la Presidente.  Mentre le filiere si ibridano, nascono nuovi posti di lavoro e crescono gli investimenti, l’impatto sulla manifattura e sui territori è visibile. Fare sistema resta l’unico modo per camminare verso il futuro con passo più sicuro. 

 

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