È un Paese in cui «ci sono più gru che persone», come ha detto al Sole 24 Ore il presidente di FederlegnoArredo, Claudio Feltrin. Per questo il Salone del Mobile di Milano ha deciso di organizzare nella capitale dell’Arabia Saudita una nuova manifestazione all’estero (dopo quelle di Mosca e Shanghai fatte in periodo pre-Covid): «È il luogo in cui, adesso, il Salone è più necessario “– ha precisato la presidente del Salone del Mobile Milano Maria Porro. Un evento di tre giorni che espone oltre 200 prodotti di 38 aziende dell’arredo-design nella scenografica installazione ideata dallo studio Giò Forma. Un modello su diversi livelli: business innazitutto, con oltre 350 incontri B2B previsti tra le aziende italiane presenti e studi di architettura, contractor, operatori del settore ospitalità e investitori sauditi. E poi culturale e formativo, attraverso un ricco programma di talk in cui trovano spazio anche le nuove generazioni locali di designer e architetti. Infine, comunicativo: l’evento si rivolge anche al grande pubblico, con l’obiettivo di diffondere la conoscenza del design italiano e il valore dei suoi prodotti.
La filiera del legno-arredo esporta attualmente verso il Regno beni per circa 288,3 milioni di euro (dati FederlegnoArredo al 2024): un valore ancora piccolo in termini assoluti, se si pensa che l’export complessivo della filiera è di circa 16 miliardi, ma in forte e rapido aumento, con un tasso di incremento del 29% nel 2023 rispetto al 2022 e del 16,9% lo scorso anno. L’Arabia Saudita, assieme agli Emirati Arabi Uniti e Israele, è tra i Paesi del Medio Oriente quello con una crescita attesa del Pil più marcata ed è quindi, secondo le stime di Fla, tra quelli con un potenziale più alto per le esportazioni italiane della filiera legno-arredo. Da qui al 2030 il mercato dell’arredo dovrebbe raggiungere gli 8 miliardi di dollari.
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