Questo articolo è apparso sul numero di Luglio di Progetto Cucina
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Per Renzo Rastelli, CEO di ARAN World, il Regolamento Ecodesign non rappresenta soltanto un nuovo obbligo normativo, ma una direzione strategica destinata a ridisegnare il settore dell’arredo nei prossimi anni. Un cambiamento profondo, che oggi non ha ancora trasformato radicalmente i processi produttivi, ma che l’azienda ha già inserito nel proprio orizzonte industriale. “Vogliamo trasformare un obbligo normativo in un’evoluzione coerente con la nostra identità.”
ARAN sta seguendo con attenzione l’evoluzione del quadro europeo. Oggi il Regolamento definisce l’impianto generale, mentre i requisiti tecnici arriveranno con gli atti applicativi dedicati ai singoli comparti. “Siamo ancora in una fase di analisi e strutturazione”, osserva Rastelli. “La normativa è ampia e complessa e vogliamo affrontarla con metodo.” Per l’azienda, tuttavia, i principi introdotti dall’Ecodesign non rappresentano una rottura con il passato. Durabilità, manutenzione, disponibilità di ricambi, tracciabilità e trasparenza fanno già parte della visione industriale del gruppo. “Il valore del prodotto non è solo estetico”, sottolinea Rastelli. “È qualità industriale, affidabilità e continuità nel tempo.”
In quest’ottica, anche la circolarità viene interpretata come progettazione dell’intero ciclo di vita del prodotto: durata, riparabilità, sostituibilità dei componenti e recupero dei materiali. “Essere sostenibili significa andare oltre l’impatto ambientale”, aggiunge. “Vuol dire operare con responsabilità industriale e sociale.”
Anche ARAN evidenzia il rischio che prodotti provenienti da Paesi senza gli stessi standard possano entrare nel mercato europeo a prezzi più competitivi. “Se il mercato continua a premiare soltanto il prezzo e i controlli non saranno omogenei, la distorsione competitiva è inevitabile.” La direzione normativa è evidente: più durabilità, più riciclabilità, più trasparenza, più tracciabilità digitale. Ma il passaggio dalla visione alla pratica non è semplice. “Servono linee guida operative, tempi certi, chiarimenti tecnici”, osserva Rastelli. “Le filiere complesse hanno bisogno di accompagnamento.” La soluzione che indica è chiara: gli stessi principi devono essere applicati a tutti i prodotti immessi sul mercato europeo, indipendentemente dalla provenienza.
La sfida riguarda anche la capacità di comunicare il valore reale del prodotto: “Il cliente percepisce immediatamente design e materiali, ma fatica a cogliere ciò che sostiene davvero il valore di una cucina: qualità industriale, affidabilità e durata”. Secondo il CEO di ARAN, l’Ecodesign cambierà profondamente il modo di competere. “Il mercato premierà il valore complessivo del prodotto, non soltanto estetica e prezzo. La filiera dovrà essere governata con maggiore profondità, dai dati ai componenti fino alla documentazione.”
Per questo motivo, conclude, i brand più strutturati potranno trasformare l’obbligo normativo in un elemento di credibilità. “Non è solo un vincolo, ma un’opportunità per qualificare il mercato e innalzare il livello dell’offerta.”
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Renzo Rastelli, Ceo di Aran World 




