Sul numero di Novembre-Dicembre di Progetto Cucina è apparso questo articolo che riportiamo in estratto
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Le radici ben piantate nel proprio territorio, i rami protesi sui mercati internazionali. È lo stesso Marco Scapin, terza generazione alla guida di Scapin Group, con il ruolo di Art Director e Responsabile del comparto Progetto e Sviluppo, a regalarci quest’immagine. Parliamo di una grande realtà industriale nata a Tombolo, provincia di Padova, negli anni Ottanta, grazie all’iniziativa di Vincenzo, Romeo e Gianni Scapin che, raccogliendo l’esperienza del padre Domenico, hanno saputo unire la competenza nella lavorazione delle pietre per l’edilizia alla ricerca tecnologica.
Una storia fatta di impegno e visione che continua anche oggi: con più di 100 dipendenti, un fatturato annuo attorno ai 60 milioni di euro e oltre il 35% delle vendite all’estero, Scapin Group rappresenta una realtà orgogliosamente Made in Italy, solida e in espansione, che da pochi anni ha scelto di raccontarsi a progettisti, creativi e aziende in due modi.

Lo showroom di MArmo Arredo a Milano
Il primo è la “Stone Gallery”: uno spazio di circa 6.000 metri quadri, situato accanto allo stabilimento di Tombolo, dove sono esposte 300 lastre di pietra (con le relative lavorazioni possibili) provenienti da tutto il mondo. Il secondo è lo showroom di via Santa Tecla 3: uno spazio progettato dallo Studio Boeri Interiors, nel cuore di Milano. “Abbiamo iniziato come piccola realtà artigianale, ma avevamo una vision precisa: creare un sistema di prodotto e servizio in grado di rispondere alle richieste del cliente con la qualità più alta e la tecnologia più avanzata”, spiega Marco Scapin che abbiamo incontrato per ripercorrere la storia dell’azienda e, soprattutto, per approfondire le caratteristiche delle sue diverse linee produttive, tra lastre per l’edilizia e per l’interior di bagni e cucine.

Marco Scapin
Per voi si è rivelato decisivo il boom del mercato dell’edilizia e delle ristrutturazioni degli anni Ottanta/Novanta. Quali asset vi hanno permesso di cogliere questa opportunità?
Un costante lavoro di ricerca e l’impiego di una tecnologia sempre all’avanguardia. Progettisti e clienti in quel periodo iniziavano a sperimentare materiali più innovativi, diversi dal legno e dal laminato, e quando il mercato si è ampliato, le aziende hanno sempre più avuto bisogno di marmisti. Così, agli inizi degli anni ’80, abbiamo creato Marmo Arredo, destinata a riscuotere un grande successo. Poi, dopo il 2000, un altro salto di qualità: con l’acquisizione di uno stabilimento produttivo in Germania, a Magdeburgo, è nata Quartzforms, linea di produzione di superfici minerali, per realizzare i sempre più innovativi rivestimenti d’interni e piani di lavoro per il bagno e la cucina.
Come si è evoluta Marmo Arredo?
Quindici anni fa è raddoppiata, nel senso che abbiamo separato le due linee di produzione: nella sede di Tombolo produciamo piani cucina industrializzati, mentre nello stabilimento a Fontaniva proponiamo una lavorazione tailor made, con materiali più preziosi e una complessa ricerca estetica. In questo modo siamo in grado di garantire la fornitura di prodotti che coprono sia la media sia l’alta gamma. Oggi produciamo più di mille piani cucine in quarzo tecnico alla settimana, che rappresentano il 60% del nostro fatturato, mentre il 15-20% deriva dalla vendita di piani cucina in pietra naturale e il 15/20%, con il contract, in superfici minerali e pietra.
All’ultimo Salone SICAM, lo scorso ottobre, avete annunciato la nuova partnership con Vitium Technology, realtà leader nelle tecnologie applicate alle superfici minerali: cosa possiamo aspettarci da questa collaborazione?
Con questa partnership abbiamo unito la forza e la competenza di Scapin Group, con Quartzforms e Marmo Arredo – il cui core business è la lavorazione di pietre naturali, marmi, graniti e superfici minerali – a quella tecnologicamente avanzata di Vitium Technology. Abbiamo un obiettivo ambizioso: lavorare insieme per innovare radicalmente il mondo della pietra stampata. Ne parleremo anche al Salone del Mobile del 2026.
Una buona percentuale del vostro fatturato deriva dall’export: in un momento di incertezza internazionale, su quali aree geografiche vi state orientando?
Il nostro export diretto riguarda prevalentemente il settore delle lastre e dei rivestimenti nell’edilizia. Ma c’è anche un canale di esportazione indiretto, quello delle aziende italiane nostre clienti che vendono fuori dai confini nazionali i loro prodotti. A parte quello statunitense, in questo momento fermo a causa della politica dei dazi, il nostro principale mercato di riferimento rimane comunque quello europeo. Seguito da Medio Oriente, Arabia, Cina e Giappone. In particolare, Cina e Giappone per noi rappresentano oggi due mercati emergenti molto interessanti. E siamo molto interessati a sviluppare contatti commerciali anche nella parte mediterranea dell’Africa e del Sudamerica.
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