Secondo gli studi di Confesercenti per un nuovo negozio che apre, tre vengono chiusi e di questo passo con la pressione fiscale che aumenta di anno in anno e con la contrazione della spesa degli italiani che non vede cambi di rotta nel medio periodo, secondo la confederazione il rischio di una desertificazione praticamente totale delle medio piccole attività commerciali nel nostro Paese è qualcosa di concreto, tanto che Confesercenti parla di una possibile “scomparsa dell’intera rete dei negozi di vicinato già nell’arco dei prossimi 10 anni”. Secondo quanto riportato dall’Osservatorio di Confesercenti proprio oggi che molti confermano un ritorno di dinamiche d’acquisto meno ‘mass’ “la distribuzione commerciale ha registrato comunque la chiusura dall’inizio del 2013 di circa 21 mila imprese, per un saldo negativo di 12.750 unità. Se si dovesse continuare così alla fine del 2013 avremmo perduto per sempre circa 43 mila negozi” con ovvie ricadute economiche, fiscali e occupazionali. La confederazione quindi ancora una volta sollecita “interventi urgenti per facilitare la tenuta delle aziende. Occorre, da un lato, un intervento sulle tasse che schiacciano le imprese e sulle regole di mercato, per evitare distorsioni della concorrenza, così come una maggiore disponibilità di credito per le pmi e una profonda semplificazione burocratica. Dall’altro, è più che mai necessario un alleggerimento della pressione fiscale che grava sui consumi delle famiglie. Per questo, riteniamo essenziale evitare l’ulteriore aumento dell’aliquota iva al 22%. Piuttosto, sarebbe opportuno, impegnarsi a riportare l’aliquota Iva al 20%”. Appelli già sentiti, in più occasioni e arrivati da più parti e non solo dal fronte del commercio, ma che non trovano al momento nessun riscontro nei fatti.
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