Sul numero di Gennaio-Febbraio di Progetto Cucina è apparso questo articolo che riportiamo in estratto
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Al civico 43 di via Manzoni a Milano, nel cuore del Brera Design District, da un anno ha inaugurato un nuovo showroom dedicato all’interior e ai servizi contract che si fa notare per la filosofia innovativa. A fondarlo, i tre soci di Alfa Project: Francesca Aletti, architetto, Alberto Parma, esperto in sistemi di sicurezza luxury per la casa, il retail e l’hotellerie, e Andrea Crespi Reghizzi, con anni di esperienza in aziende come De’ Padova, Strato Cucine, Sambonet, Rosetnhal e Berkel. Lo diciamo subito: il mondo cucina, per ora, è il grande assente di Manzoni Hub. Ma il progetto di ampliare l’offerta a questo comparto c’è già. Per saperne di più, incontriamo Andrea Crespi.
Cominciamo dallo spazio: 130 metri quadrati su due livelli, ridisegnati da Francesca Aletti, dove trovare il meglio dei brand dell’interior: in che cosa Manzoni Hub si distingue da uno store tradizionale?
Il nostro è uno showroom atipico a partire dall’atmosfera, con tre ambienti al piano terra che evocano angoli domestici, dell’hotellerie e del retail, giocando con colori, mobili e materiali e un grande open space operativo al primo piano, contrassegnato da un’illustrazione a parete di Carlo Stanga che è un omaggio a Milano. E poi perché, oltre a ospitare noi soci, Manzoni Hub è uno spazio a disposizione dei nostri brand partner, aziende che non hanno base a Milano e che possono utilizzare lo showroom per incontrare clienti e collaboratori o per organizzare conferenze stampa, presentazioni e momenti più conviviali. Inoltre, è uno spazio vivo, dinamico, aperto alla città anche attraverso eventi che periodicamente ospitiamo, soprattutto durante la Design Week che ci vede tra i protagonisti.
Da quale idea nasce Manzoni Hub?
Con Francesca e Alberto, dopo anni di esperienze internazionali e nel luxury, abbiamo creato la società Alfa Project e cercavamo uno spazio per offrire i nostri servizi contract ‘chiavi in mano’: ovviamente la scelta non poteva che cadere su Milano, cuore pulsante del design e del Made in Italy riconosciuto e amato in tutto il mondo. Ma volevamo anche aprirci a una clientela più internazionale e dare visibilità a selezionate aziende italiane che non hanno basi d’appoggio su questa città. Realtà – per fare un esempio – come Euroluce, il brand pugliese di fama internazionale che cercava uno spazio su Milano.
Al momento il vostro showroom riunisce otto brand: quali sono e come li avete selezionati?
Si tratta di aziende di alta gamma di cui conosciamo direttamente i titolari e il modo di lavorare e che, ciascuna nel proprio settore, rappresentano l’eccellenza. A parte Bang & Olufsen, parliamo di brand italiani: Altreforme, Bross, Epònimo, Essenze Design, Euroluce Light of Italy, Toscanini e WallPepper Group.
Chi sono i vostri clienti?
Lavoriamo sia con i privati, italiani e stranieri – soprattutto nelle zone tra Milano e il lago di Como, per i quali curiamo progetti residenziali – sia con l’hospitality: di recente abbiamo rinnovato la hall del prestigioso Hotel Dei Cavalieri, simbolo dell’ospitalità milanese. A tutti offriamo progetti curati nei dettagli e customizzabili secondo le esigenze del cliente. In più, grazie a una partnership con uno studio di architettura canadese, abbiamo progetti anche negli Stati Uniti. Il nostro cliente-tipo è esigente, informato, ma anche molto impegnato e non vuole problemi: ha bisogno di professionisti in grado di occuparsi di ogni singolo aspetto della ristrutturazione.
A questo punto, la domanda è d’obbligo: tra sedute, tavoli, carte da parati, boiserie, imbottiti, mobili in alluminio, soluzioni per l’illuminazione e apparecchi audio, la mancanza della cucina si fa sentire. Come mai avete scelto di escludere questo ambiente?
Sembrerà banale, ma la ragione principale riguarda lo spazio: 130 mq non sono sufficienti per inserire con eleganza delle proposte di cucine, avremmo rischiato di soffocare lo stile arioso e pulito creato da Francesca Aletti. Naturalmente però ci stiamo pensando, le richieste non mancano e anche le aziende interessate. Un brand che mi piacerebbe coinvolgere, per esempio, è Monolitika, che propone minicucine a scomparsa dal design elegante e minimalista. E, per quanto riguarda gli accessori, Berkel, un brand nato in Olanda e che oggi ha il suo headquarter proprio a Milano.
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Andrea Crespi Reghissi, uno dei tre soci di Alfa Project. Foto: Matteo Cirenei 




