Ha il titolo suggestivo “Innovare è indispensabile?” il seminario di GfK Eurisko svoltosi oggi a Milano, che ha indagato sul ruolo effettivo di questo elemento nelle aziende del nostro Paese. Il quadro, risultato di una serie di interviste qualitative ad aziende italiane che si sono autodefinite innovative è variegato, segno che l’approccio a questo tema è complesso se si va oltre alle dichiarazioni formali.Fabrizio Fornezza di GfK Eurisko ha introdotto il tema: “Prima di tutto è necessario capire di che cosa si parla quando si parla di innovazione. In Italia oggi pochi investono realmente in R&S. Le aziende più che innovare cercano di trovare mercati alternativi in cui distribuire i propri prodotti, è stimato che chi attua la cosiddetta “disruptive innovation”, rompendo i punti di riferimento, si aggiri sul 5% rispetto al totale”. Più che alla cosiddetta “killer application” in grado di cambiare il volto del mercato di riferimento, si preferisce puntare a un livello medio di innovazione, in cui i rischi sono relativamente limitati. Alla base della riflessione l’assunto che l’innovazione in sé non ha accezione positiva o negativa, deve essere declinata secondo il contesto di riferimento. L’innovazione, infatti, non sempre è vincente.Secondo Silvia Pizzetti di GfK Eurisko a cambiare sono anche le modalità con cui si innova a livello aziendale. “Si tende sempre più a superare i modelli tradizionali che vedevano funzioni separate all’interno delle aziende in favore di una maggiore interazione fra i diversi ruoli. Sono in calo le consulenze esterne: in parte, senza dubbio, per limiti di natura economica, in parte perché si rafforza la convinzione che nessuno conosca l’azienda meglio di chi ci lavora, e poi perché c’è il timore che un soggetto terzo possa vendere lo stesso servizio a più realtà, riducendo il vantaggio competitivo”.Le idee nuove, poi, vengono filtrate secondo diversi parametri: “in primis devono produrre un Roi. Le barriere inespresse, poi sono molteplici: i costi strutturali necessari per dare seguito alle idee, la cultura aziendale, la paura del rischio, il freno da parte dei vertici aziendali”. © RIPRODUZIONE RISERVATA In caso di citazione si prega di citare e linkare progettocucinabiz.it