In calo l’export di arredo negli USA:-18%. L’Assemblea di FederlegnoArredo si apre con dati preoccupanti

Crolla di due terzi l'export nell'area Opec mentre tiene l'export in Unione Europea nota il presidente Claudio Feltrin
|||Il presidente di FederLegnoArredo Claudio Feltrin (Foto di Francesco Rucci)

Vista la situazione, era lecito attendersi un crollo (-66%) delle esportazioni di arredo nell’area Opec. Ma le brutte notizie non finiscono qui. I dati comunicati da FederlegnoArredo sull’export di marzo della filiera contengono anche un fortissimo calo delle vendite di mobili negli USA (-16% nel trimestre rispetto al I trimestre 2025).

Nel I bimestre complessivamente l’export è sceso a a 2,76 miliardi di euro, segnando un calo del 6,4%. In marzo ha toccato 1,19 miliardi di euro (-4,2%). L’Assemblea di FederlegnoArredo si apre quindi su una nota preoccupante “Sulla nostre aziende pesa anche l’aumento dei costi produttivi dovuto al conflitto e alla chiusura dello stretto di Hormuz, in particolare per quanto riguarda i prezzi dell’energia, dei trasporti e di alcuni materiali», ha detto il presidente Claudio Feltrin al Sole 24 Ore, “Temo che il 2026 sarà un anno molto difficile per le aziende”.

L’attacco statunitense e israeliano in Iran e Libano ha infatti colpito sia i costi di produzione sia la domanda finale, non solo nei Paesi interessati ma anche in Italia, dove i consumatori e quindi i retailer sono preoccupati dall’inflazione e poco fiduciosi. E la domanda interna aveva trainato il mercato negli ultimi mesi.

L’elemento positivo riscontrato dal Sole 24 Ore è la ripresa del mercato europeo che, dopo le flessioni dei primi due mesi dell’anno (-6,7% per l’arredo), a marzo era cresciuta dell’1,4%, raggiungendo i 486 milioni di euro di export e ha ridotto il calo cumulato nel trimestre a un -3,8%, grazie soprattutto alla buona performance della Francia, primo mercato per i mobili italiani, che cresce del 3,8% rispetto a marzo 2025, ma anche di Austria, Paesi Bassi, Spagna e Polonia. Bene anche i Paesi europei non Ue, come Regno Unito, Svizzera e Turchia, che portano il dato dell’Europa nel suo complesso a un +2%, contro il calo del primo bimestre. Questo consente di ridurre il calo dell’export a marzo a un -5,1% (contro il -13% di gennaio) e il calo cumulato del periodo gennaio-marzo a un -7,4%, contro il -8,8% di gennaio-febbraio.

«Un mercato solido e stabile che rappresenta oltre la metà dell’export della filiera”, lo definisce Feltrin. Interessante anche il dato cinese che a marzo ha registrato un +6,6%, dopo mesi e anni di forte contrazione.

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