Nelle quattro giornate di Marmomac, una delle fiere più internazionali in Italia e nel mondo, con il 65% degli espositori e il 70% dei visitatori provenienti dall’estero, sono attesi alla Fiera di Verona 50mila operatori specializzati da oltre 140 nazioni.
In visita agli stand 450 top-buyer selezionati e invitati a Marmomac da 58 mercati target per materiali e tecnologie lapidee, grazie al programma di incoming congiunto tra Veronafiere, ICE Agenzia e Confindustria Marmomacchine. Gli incontri di business matching già programmati tra produttori e operatori crescono a oltre 3.200.
“La prima giornata della 60° edizione ha dato segnali molto positivi, con una crescita importante dei visitatori rispetto al 2025, per qualità delle presenze, degli incontri b2b e dei contenuti sviluppati” – commenta Giovanni Sacripante, direttore generale di Veronafiere. Nei 12 padiglioni della fiera si tengono 3.200 incontri b2b (erano 2.200 nel 2025).
La provenienza degli operatori riflette mercati con esigenze diverse: l’Asia acquista soprattutto blocchi grezzi, gli Stati Uniti guidano la domanda di lavorati italiani e restano il primo sbocco per le tecnologie di lavorazione, mentre il Medio Oriente registra una crescita negli acquisti di prodotti finiti. Il gruppo più numeroso dei top-buyer arriva dall’Asia e dal Medio Oriente, con il 44,8% delle presenze. Seguono le Americhe (21,4%), l’Africa (18,2%), l’Europa (14,3%) e l’Oceania (1,3%). Per singolo Paese, le delegazioni più consistenti provengono da India (9,1% del totale), Stati Uniti (8,1%), Egitto (7,3%), Canada (6,8%) e Cina (6,3%). Seguono Algeria (4,4%), Polonia (4,2%), Pakistan (3,9%) ed Emirati Arabi Uniti (3,9%).
Una distribuzione che incontra le direttrici dell’export italiano rilevate dal Centro Studi Confindustria Marmomacchine. Nel primo semestre 2026, le vendite estere della filiera tecno-lapidea sono cresciute del 5,5%, raggiungendo 1,69 miliardi di dollari. A trainarle sono i materiali, saliti dell’8,2% a 1,23 miliardi: i lavorati e semilavorati valgono 956,5 milioni di dollari (+7,5%), mentre i grezzi arrivano a 274,5 milioni (+10,6%). La Cina è il primo mercato per i blocchi grezzi italiani: ne ha acquistati per 144,6 milioni di dollari nei primi sei mesi dell’anno, il 19,5% in più rispetto allo stesso periodo del 2025. L’India, da cui arriva la delegazione più numerosa in fiera, segue con 30,1 milioni di dollari (+17%). Sul fronte dei lavorati, sono invece gli Stati Uniti a guidare la domanda: 323,5 milioni di dollari di importazioni dall’Italia (+7,5%). Crescono anche gli acquisti degli Emirati Arabi Uniti: 41,2 milioni di dollari di lavorati italiani, in aumento del 24,9%. Per le tecnologie di estrazione e lavorazione, l’export italiano si attesta a 459,2 milioni di dollari nel semestre (−0,9%), dopo due anni di contrazione. Gli Stati Uniti restano la prima destinazione, con 58,9 milioni di dollari (+0,9%). «Insieme a ICE Agenzia e Confindustria Marmomacchine, abbiamo selezionato interlocutori coerenti con le esigenze delle imprese, sia nei Paesi già centrali per l’export italiano sia in quelli che offrono nuove opportunità» – spiega Sacripante –. «È un lavoro che svolgiamo durante tutto l’anno: anche attraverso gli eventi di Marmomac in Brasile individuiamo e profiliamo operatori locali, per portarli a Verona e favorire contatti commerciali mirati».
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Giovanni Sacripante, DG di VeronaFiere




