Sul numero di ottobre Progetto Cucina è apparso questo articolo che riportiamo in estratto
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Mo.1950 è una realtà che nasce da radici artigianali. La falegnameria di famiglia in Brianza ha rappresentato per Corrado Molteni il primo contatto con la cultura del fare: la concretezza dei materiali, l’importanza del dettaglio, la capacità di trasformare la manualità in valore. Un’impronta che ancora oggi guida l’approccio dell’azienda, capace di coniugare l’eredità artigianale con una struttura moderna e organizzata.
Oggi Mo.1950 è un sistema che integra più anime. È retail, con showroom multimarca e flagship store monomarca che rappresentano brand di primo piano nel mondo della cucina, del living e delle finiture. È contract, con una forte specializzazione nel residenziale, in particolare nella realizzazione di interni per palazzine e complessi abitativi, dove offre soluzioni chiavi in mano. Ed è custom-made, grazie a un team interno di progettisti e a una rete di artigiani selezionati in grado di dare forma a soluzioni su misura. Tre percorsi diversi che si intrecciano e dialogano tra loro, con un’unica missione: offrire al cliente – privato, architetto o developer – un interlocutore unico e affidabile, capace di seguire ogni fase, dall’idea alla consegna.
La svolta è arrivata nel 2020, con la nascita ufficiale del brand Mo.1950: una scelta di identità, per distinguersi e affermare una visione chiara. Da quel momento l’azienda ha rafforzato il suo posizionamento come hub di riferimento a Milano, crescendo con nuove aperture, con progetti e collaborazioni.
Al centro del modello di business c’è la filosofia del ‘vestito sartoriale’: non una semplice personalizzazione, ma un metodo di lavoro. Significa interpretare ogni progetto come un abito unico, cucito intorno alle esigenze di chi lo vivrà, con rigore tecnico e sensibilità estetica. È questo approccio che permette a Mo.1950 di mantenere una propria identità precisa anche gestendo brand diversi sotto lo stesso tetto e di distinguersi in un mercato sempre più competitivo.
“Non ci interessa crescere a tutti i costi: quello che conta è mantenere alta la qualità, selezionare partner con cui condividere la nostra visione e costruire progetti capaci di durare nel tempo”, racconta Corrado Molteni a Progetto Cucina. “Il nostro obiettivo è essere riconosciuti come un punto di riferimento per chi cerca un approccio sartoriale e al tempo stesso strutturato, un marchio che racconti il design italiano con coerenza e passione.”
Mo.1950 lavora su più canali – cliente finale, architetti, real estate e flagship store. Da dove nasce questa scelta e come dialogano tra loro? Dove vede oggi il maggior potenziale di crescita?
La scelta è nata nel 2008 ed è maturata nel 2010, un passaggio evolutivo che è stato reso possibile dalla nostra natura già ibrida: siamo nati come falegnameria e showroom di arredo multimarca e oggi siamo un sistema che mette insieme retail di alto livello, contract e custom-made. Per noi questi canali non sono compartimenti, ma parti di un unico ecosistema. Il cliente finale può entrare in contatto con noi tramite uno showroom multimarca o un flagship store, ma allo stesso tempo può incontrarci attraverso un architetto o un developer. Ognuno di questi mondi alimenta l’altro: l’esperienza retail diventa palestra di progetto, mentre il contract ci offre la scala per crescere. Oggi vedo un potenziale fortissimo nel contract residenziale, che è stata una peculiarità milanese e si estenderà su tutto il territorio italiano, perché il mercato chiede sempre più partner unici e strutturati capaci di garantire qualità, tempi e servizi su misura.
Quanto pesa la parte retail e quanto quella contract/real estate sul vostro giro d’affari?
Ad oggi il contract residenziale e i rapporti B2B con gli studi di architettura rappresentano circa il 60% del nostro giro d’affari, mentre il retail – tra flagship monomarca e multimarca – vale circa il 40%. È un equilibrio dinamico: il retail resta fondamentale perché è la nostra vetrina e il luogo dove ascoltiamo le necessità dei clienti, sperimentiamo linguaggi progettuali e modalità di vendita che poi portiamo nei progetti più grandi.
Milano è stata il vostro trampolino di lancio. Ora siete a Bologna e guardate a Roma e Torino: qual è la logica che guida le nuove aperture?
Oltre a Milano desideriamo presidiare i mercati più vivaci per il residenziale, dove vediamo una forte domanda di qualità come Roma, Bologna e Torino. Bologna è stata la prima tappa per motivi pratici oltre che strategici: l’avvio di un’importante operazione – ‘Meridiana Prestige’ – richiedeva la presenza di un punto vendita fisico che potesse supportare e valorizzare il progetto. L’obiettivo per il futuro non è aprire ovunque, ma essere presenti in città fulcro con showroom che diventino hub per architetti, developer e clienti privati, dove amplificare e arricchire la nostra ricerca e proposta innovativa raccogliendo stimoli di diverse provenienze.
Cesar Cucine è stata la prima partnership strategica a Milano. Come avete trasformato quell’esperienza in un modello replicabile?
Quando nel 2010 abbiamo iniziato con Cesar Cucine nello spazio di via Larga, eravamo all’inizio del nostro percorso. Cesar ha creduto fortemente in noi quando non avevamo ancora un nome sul mercato, e questo per me ha grande valore. Da allora abbiamo costruito insieme un cammino fatto di fiducia reciproca, scambio e crescita. Negli anni lo showroom monomarca ha confermato la sua importanza strategica di flagship grazie alla posizione, a un team preparato sul tema cucine e al suo essere diventato a tutti gli effetti un laboratorio di relazioni. L’esperienza milanese con Cesar ha consolidato un metodo e un mindset che oggi portiamo anche su altri campi. Tutto ciò ci ha convinto a fare un importante investimento nel relooking totale dello showroom di via Larga; lo spazio completamente rinnovato aprirà ad aprile 2026.
Il settore cucina è stato un punto di svolta per voi, a partire dall’esperienza con Cesar. Come vede oggi l’evoluzione di questo comparto e quale ruolo avrà per Mo.1950 nei prossimi anni?
La cucina oggi unisce sempre più all’ambiente funzionale uno spazio di rappresentanza e convivialità. È il centro della casa: attorno alla cucina, alla sua composizione, si possono costruire infiniti racconti. La cucina è l’ambiente che più si plasma alle abitudini, tradizioni, ricerca del benessere del cliente. Allo stesso tempo il mondo cucina si innova di continuo, la tecnologia e i materiali permettono alte performance, qualità di esecuzione e durevolezza. Per noi continuerà ad essere luogo di studio, sia nella proposta retail che nel contract, perché è il punto d’incontro tra estetica, tecnologia e quotidianità.
Gestite flagship monomarca e spazi multimarca: quali sono le differenze più significative e come si integrano tra loro?
Nei flagship abbiamo l’opportunità di esprimere in modo pieno l’identità e i valori dei nostri partner, il cliente accede all’universo di un singolo brand. Nei multibrand, invece, troviamo la nostra massima espressione: qui emergono i valori di Mo.1950, fondati sulla poliedricità.
Inoltre, la materioteca di Molino delle Armi è per noi uno strumento fondamentale e un luogo vivo: grazie a questo spazio di scambio e di sperimentazione, dove progettisti e clienti possono incontrarsi, ci confrontiamo ed esploriamo insieme finiture e materiali. È un laboratorio che alimenta creatività e visioni, favorisce la formazione e permette di declinare ogni progetto in chiave davvero sartoriale.
L’integrazione tra diversi brand e diversi linguaggi è uno dei punti di forza di Mo.1950 che riesce ad avere una propria identità dando voce ai propri partner.
In caso di citazione si prega di citare e linkare progettocucinabiz.it

Corrado Molteni, general manager di Mo.1950




