Garzanli (Beko Europe) chiede alla UE misure per contrastare la concorrenza asiatica

Il Cbam gioca contro il Made in Europe e occorrerebbero controlli più adeguati
Akın Garzanlı , Ceo di Beko Europe

Akin Garzanli Amministratore delegato di Beko Europe ha rilasciato una intervista al Corriere della Sera. Tema: come proteggere il Made in Europe nel settore degli elettrodomestici in una fase in cui “prezzi dell’energia più alti e incertezze geopolitiche alimentano la competitività asiatica e rischiano di indebolire la domanda europea. Proteggere il Made in Europe è diventato più urgente che mai». Il Carbon adjusted mechanism, penalizza l’importazione di metalli nella UE ma paradossalmente così facendo svantaggia i produttori europei che li comprano ma non i manufacturer asiatici che li usano nei modelli che vendono in Europa. “Quando arrivano le lavatrici cinesi fatte con acciaio prodotto inquinando, non dovrebbe esserci un sovraprezzo allo stesso modo? Per un trattamento equo, secondo noi sì. Forse il Cbam da solo non basta».L’Europa non sembra essere riuscita a costruire un argine alla concorrenza cinese”, osserva il numero uno di Beko Europe, «Nell’ultimo anno le importazioni dalla Cina sono aumentate del 10% mentre i prezzi scendevano anch’essi del 10%. La pressione sull’industria europea dell’elettrodomestico è fortissima, e parliamo di un settore in cui, compreso l’indotto, lavora circa un milione di persone».

Garzanli ha anche richiesto controlli più adeguati sui prodotti asiatici  “per esempio sulle classi energetiche dichiarate. Anche le sanzioni non sono adeguate. E poi pensiamo alla cybersecurity. Molti prodotti sono connessi e se un forno o una lavatrice è importata questi dati vanno all’estero».

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