Il processo industriale della ceramica richiede moltissima energia, è noto, e la richiede 24 ore su 24 mentre le fonti alternative come solare ed eolico la forniscono in abbondanza sì ma solo in certe ore e minuti del giorno. La soluzione c’è: immagazzinare l’energia in un parco batterie in modo da poterla fornire agli impianti anche nelle ore in cui non viene generata. Florim sta per adottare una soluzione di avanguardia in questo senso, come comunica il Sole 24 Ore: nell’impianto di Fiorano Modenese un sistema di accumulo da 5 Megawatt ora, integrato ai quattro impianti fotovoltaici che l’azienda ha realizzato (il primo nel 2021!).
L’investimento: circa 5-6 milioni di euro comprensivi dell’ultimo impianto solare, consentirà all’azienda non solo di azzerare il fabbisogno di energia da rete degli impianti nelle ore di massima insolazione come già avviene ma di ridurre l’apporto della rete (e quindi la ‘bolletta’) anche nelle ore notturne o nei giorni di minore insolazione. L’impianto è il primo di questo tipo adottato da una azienda delal ceramica.
L’azienda guidata da Claudio Lucchese si è avvalsa dell’aiuto di Proteo Engineering il cui socio di maggioranza, Maurizio Marchesini presiede l’omonino gruppo leader nel packaging farmaceutico ed alimentare.
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