In seguito all’introduzione della Tares Federmobili lancia l’allarme per la sopravvivenza degli imprenditori del settore del mobile. Secondo la federazione, infatti, “le imposte e le tariffe che gravano sulle imprese stanno portando al collasso” le attività dei rivenditori. Con un calo dei fatturati che nel 2012 ha raggiunto anche il 30%, i carichi fiscali “rischiano seriamente di essere motivo principale delle cessazioni delle attività”. E “il colpo di grazia” potrebbe arrivare proprio dalla Tares, “il nuovo tributo comunale sui rifiuti e sui servizi che quest’anno sostituirà Tarsu e Tia. Secondo i calcoli dell’Ufficio Studi Confcommercio, con il 2013 le tariffe sui rifiuti pagate dalle aziende aumenteranno in media del 290%, con incrementi superiori al 400% per alcune tipologie di attività”. In pratica, sottolinea Mauro Tambelli, presidente di Federmobili, i balzelli introdotti “che non dipendono dal fatturato e dalla redditività dell’azienda sono insostenibili”. Sempre riguardo alla Tares, Tambelli evidenzia che le superfici dei negozi di mobili “non sono direttamente correlabili a una maggiore produzione di rifiuti”. Se infatti i retailer sostengono già i costi “della differenziazione degli imballaggi e quelli del conferimento dei rifiuti diversi”, ne consegue “che “nel ‘cestino’ finiscono, esclusivamente, i rifiuti che si producono con l’attività giornaliera svolta nei soli spazi destinati a ufficio e, quindi, solo su queste metrature andrebbe calcolata la tassa”. Il presidente si appella dunque alle istituzioni, chiedendo “un intervento della politica che salvaguardi il nostro settore da una ‘catastrofe annunciata’”.
© RIPRODUZIONE RISERVATAIn caso di citazione si prega di citare e linkare progettocucinabiz.it