Export di mobili in affanno (-5,7% a giugno 2026)

A causa della debolezza della domanda europea e dei dazi. A luglio però i dati sono migliorati

L’export italiano di mobili fatica a riprendere quota, soprattutto per il deludente andamento di molti dei suoi principali mercati.  Nei primi sette mesi del 2026, l’export di arredo 6,38 miliardi di euro è in calo del 5,7% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Le esportazioni in Germania, registrano una flessione del 10,5%, in Regno Unito del 7,1% e in Francia del 5% Ancora più marcata la contrazione degli Stati Uniti (-12,9%), mercato strategico per il settore, e quella della Cina (-17,7%). Ci sono dei segni positivi su mercati per noi minori come Spagna (+2,7%) e Svizzera (+5,5%): nel complesso i Paesi UE chiudono con un -4,3%.

Nel solo mese di luglio l’export italiano del mobile (valore 1,1 miliardi di euro) registra una flessione dell’1,3% rispetto allo stesso mese del 2025, e questo è   il miglior risultato mensile dei primi sette mesi dell’anno. 
I principali mercati restano deboli: Germania e Regno Unito segnano entrambi un calo del 10,1%, Francia un -1,9%, mentre gli Stati Uniti registrano un -2,5%: la flessione più contenuta dall’inizio del 2026.

“Accanto alle difficoltà dei mercati tradizionali emergono tuttavia segnali di vivacità da parte di alcune destinazioni che stanno contribuendo a mitigare il calo complessivo dell’export di mobili. A luglio” – spiega Claudio Feltrin, ancora per poche settimane presidente di FederlegnoArredo – “spiccano le performance di Paesi Bassi (+19,7%), Spagna (+10,6%) e Svizzera (+4%), a conferma di come la diversificazione dei mercati rappresenti una leva strategica fondamentale per la competitività delle imprese italiane“.

Ancora segno meno davanti alla Cina che a luglio tocca il -23,4%, portando il cumulato dei primi sette mesi dell’anno a -17,7%.

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