Dazi USA sui mobili: FederLegnoArredo è cauta

Se i Dazi sull'export UE rimanessero comunque al 15% l'Italia sarebbe in teoria addirittura avvantaggiata. Rimane però l'effetto incertezza sull'importante mercato USA
import di mobili USA (Reuters)

Sembrerebbe un macigno sulle già ridotte speranze di ripresa del settore dei mobili. L’Italia è il primo esportatore europeo di mobili negli USA e viceversa gli USA sono il secondo Paese di esportazione extra UE per i mobilifici italiani: 1,7 miliardi di vendite nel 2024. Peggio ancora: era per molti l’unico mercato importante in crescita, prevalentemente grazie al contract. Tra il 2023 e il 2025 Mobilifici e cucinieri ‘puri’ hanno aperto decine di flagship store, alcuni dei quali a gestione diretta, na New York così come nelle aree più interessanti degli USA: Miami, California, Boston e perfino Arizona e Texas.

import di mobili USA (Reuters)

Un dazio del 30% sull’import di mobili che arriva al 50% sui mobili per cucina (e si aggiunge ai dazi sul loro contenuto in metalli) rischia di trasformarsi in una catastrofe. Eppure la risposta degli addetti ai lavori è cauta. Lo stesso dicasi per la Borsa. Il titolo Dexelancea Milano  ha perso pochi punti percentuali mentre i titoli dei produttoria mericani di mobili, super favoriti dalla misura, hanno guadagnato pochi punti percentuali.

Ci sono infatti molte incognite sulla misura preannunciata dal Presidente degli Stati Uniti. Dopotutto fra UE e USA esiste un accordo sui dazi al 15% che sembrerebbe scongiurare la possibilità di applicare ulteriori dazi sull’export europeo negli USA.  «Come ha detto il portavoce per il Commercio della Commissione, per i produttori europei vale l’accordo siglato lo scorso 21 agosto, che per il nostro settore indica un dazio al 15%, a cui vanno aggiunte le tariffe sulle componenti metalliche presenti nei mobili», spiega al Sole 24 Ore Claudio Feltrin, presidente di FederlegnoArredo. Tuttavia Fla stessa, assieme all’associazione europea del settore, Efic, ha chiesto a Bruxelles ulteriori verifiche per fugare ogni dubbio.”

Le cose non sono così semplici perchè i prodotti in legno erano rimasti esclusi dal precedente accordo, in attesa di ulteriori indagini da parte delle autorità statunitensi preposte, per verificare l’impatto sull’economia americana. «Ma anche in questo caso – precisa Feltrin – se dovessero essere imposti dei dazi, questi non potrebbero superare la soglia del 15%».

Paradossalmente se l’interpretazione europea (dazi comunque al 15% mai di più) venisse accettata, i super dazi di Trump diventerebbero un vantaggio per l’export europeo in confronto ai super dazi del 50% che andrebbero a. ricadere sui grandi esportatori: Cina, Vietnam, Messico e Canada. Questo in teoria  perché probabilmente i mercati non si sovrappongono: difficilmente un consumatore americano è incerto fra comprare una cucina Arclinea e una di Ikea.

Nota comunque il Sole 24 Ore che le misure protezionistiche – o meglio, i tanti annunci contraddittori fatti a riguardo – hanno comunque già sortito i loro effetti negativi. La fiammata di vendite nel primo trimestre, dovuta alla volontà dei rivenditori Usa di fare scorte di prodotto in attesa dei dazi, ha permesso di chiudere il primo semestre in sostanziale stabilità, ma già a luglio (prima quindi dell’entrata in vigore delle tariffe) Fla registra un calo del 7,7% nelle vendite di mobili rispetto allo stesso mese del 2024. «Questo dato porta l’export verso gli Usa in calo del 3,6% nel periodo gennaio-luglio – precisa Feltrin –. Per non parlare degli effetti indiretti, ovvero l’aumento dell’import di prodotti asiatici in Europa. Nel primo trimestre dell’anno abbiamo rilevato un balzo del 38% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, con un +25% nel solo mese di marzo».

© RIPRODUZIONE RISERVATA
In caso di citazione si prega di citare e linkare progettocucinabiz.it