Deloitte prevede una crescita media annua dell’1% nelle vendite italiane di arredo da qui al 2029

Secondo il Deloitte Furniture market monitor 2026, un report condotto su un campione internazionale che copre le principali aree geografiche nel 2025 il mercato italiano dell’arredo è tornato a crescere (+1%), dopo un 2024 in flessione del 2,2%, e ha raggiunto un valore di 15,6 miliardi di euro. Nel 2026 il giro d’affari potrebbe raggiungere i 15,7 miliardi di euro, mentre nel 2027 il mercato potrebbe superare per la prima volta i livelli pre-pandemia raggiungendo quota 15,9 miliardi, con il segmento lighting che si è confermato il più resiliente negli ultimi anni. A livello globale, il mercato dell’arredo ha raggiunto circa 800 miliardi di euro, con una crescita annua del +1,7% e con l’Italia che rappresenta il 1,9% del totale, distribuito tra Asia-Pacifico (33,5%), Europa (29,0%), Nord America (29,7%) e resto del mondo (7.8%).

Lo studio è stato presentato in occasione del primo Design Summit, organizzato dalla Italy-America Chamber of Commerce (IACC) e da Deloitte presso gli uffici del network a New York.

“L’arredo si conferma una delle eccellenze del Made in Italy” – afferma Federico Bazzani, Partner Deloitte Advisory“Anche in un contesto commerciale complesso, il settore continua a esportare facendo leva su una crescente polarizzazione verso l’alto di gamma, dove la domanda internazionale premia qualità, personalizzazione e heritage del design italiano. Parallelamente, segmenti come il lighting stanno evolvendo rapidamente, integrando tecnologia e assumendo un ruolo sempre più centrale nei progetti architetturali, mentre il contract e l’hospitality si confermano driver chiave di crescita. Sul fronte M&A, si osserva una forte spinta al consolidamento industriale e all’integrazione di filiera, con l’Europa come principale hub di sviluppo. In questo scenario, diversificazione dei mercati, innovazione e maggiore controllo della supply chain restano leve fondamentali per sostenere la competitività nel medio-lungo periodo”.

“Il primo Design Summit a New York rappresenta un passo importante nel rafforzare il dialogo transatlantico sul design italiano, un settore che continua a distinguersi a livello globale per qualità, innovazione e solidità dell’export. Attraverso la Italy-America Chamber of Commerce collaboriamo con molte delle principali aziende italiane del design di alta gamma, che continuano a crescere e investire nel mercato statunitense. Insieme a Deloitte, siamo orgogliosi di riunire i principali stakeholder per esplorare il futuro del settore e creare nuove opportunità tra Italia e Stati Uniti” – ha commentato Federico Tozzi, Executive Director, Italy-America Chamber of Commerce.

“Il quadro che emerge è quello di un settore solido ma in trasformazione, in cui la crescita futura dipenderà sempre più dalla capacità delle imprese di innovare il proprio modello di business, rafforzare il presidio internazionale e intercettare i nuovi driver di valore, dalla sostenibilità alla digitalizzazione, fino alla convergenza con il mondo del lusso e dei servizi”, afferma Michele Gismondi, Partner Deloitte Advisory.

La composizione del mercato italiano

Il mercato italiano si caratterizza da una forte concentrazione nel comparto dell’arredo tradizionale, che assorbe circa 12,1 miliardi (77,8% del totale). A seguire, il lighting pesa intorno a 1,8 miliardi (11,2%) e il bathroom furnishing system circa 1,7 miliardi (11%). All’interno del comparto arredo tradizionale, il segmento bedroom è il più rilevante con il 34,1% del valore totale, seguito da living room (14,9%) e home textiles (14%), mentre il segmento kitchen rappresenta il 9,1%.

 

Nuove abitudini di acquisto: sostenibilità e canali digitali

Il report di Deloitte fotografa una trasformazione delle abitudini di consumo lungo quattro direttrici principali. Si registra una crescita del design sostenibile: la crescita del mercato dell’arredo eco-friendly nel mondo conferma una sensibilità ambientale sempre più radicata nelle scelte d’acquisto. Continua poi la digitalizzazione dei canali di vendita, accelerata dall’integrazione del social shopping: oggi il 14% delle vendite italiane di arredo passa per l’online, una quota raddoppiata dal 2019. I canali offline rappresentano l’86% delle vendite ma mostrano un lento arretramento (‑1,5% CAGR 2019‑2025). Il quadro che ne emerge è quello di una distribuzione ibrida, in cui il digitale funge sempre più da motore di crescita, mentre la rete fisica si riposiziona su formati più selettivi e a maggiore valore aggiunto.

 

Innovazione dei modelli di business

Sul fronte dell’offerta, emergono tre tendenze trasformative che stanno ridefinendo il settore. La prima è l’affermazione dell’economia circolare. La seconda è la digitalizzazione del prodotto, con l’integrazione di tecnologie come IoT, realtà aumentata e virtuale che rendono l’arredo sempre più connesso e personalizzabile. La terza è la convergenza con il mondo del lusso: le collaborazioni con importanti maison multinazionali stanno ampliando i portafogli prodotto e consolidando il posizionamento premium dei produttori.

 

M&A nel design: oltre 900 deal globali con ruolo chiave dell’Italia

Sul piano delle operazioni straordinarie, negli ultimi cinque anni il settore design ha registrato circa 917 transazioni a livello globale, 75 delle quali con il coinvolgimento di player italiani. I Furnishing Systems rappresentano il 73,3% dei target, mentre i bidder industriali pesano per il 75% del volume complessivo. Le operazioni intra-settoriali si attestano intorno al 55% annuo; il restante volume si divide tra transazioni domestiche — prevalenti al 60% — e operazioni cross-border, concentrate principalmente in Europa, con Francia, Regno Unito e Lussemburgo come mercati di riferimento.

Prospettive per il 2029 e fattori di rischio

Si prevede che il mercato globale dell’arredo supererà gli 870 miliardi di euro entro il 2029, con una crescita media annua del +2,2% tra il 2025 e il 2029, pari a circa il doppio del CAGR 2019–2025 (+1,1%). Il resto del mondo e l’Europa guideranno questa accelerazione, mentre l’area Asia-Pacifico dovrebbe riallinearsi al ritmo medio di mercato e il Nord America mantenere una dinamica più stabile. Gli operatori prevedono per il 2026 una lieve contrazione dei segmenti residenziali, con il Contract (B2B) che resta l’unico motore di crescita strutturale e prospetta una ripresa negli anni successivi. Tra i principali fattori di rischio emergono l’incertezza geopolitica, le pressioni tariffarie negli Stati Uniti, un quadro regolatorio più stringente e l’aumento dei costi delle materie prime, mentre quasi la metà degli operatori intervistati considera le operazioni di M&A una leva decisiva per ampliare la catena del valore e diversificare l’offerta.

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA
In caso di citazione si prega di citare e linkare progettocucinabiz.it