Di seguito un estratto dall’articolo apparso sul numero di Aprile di Progetto Cucina.
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Chi meglio di Ikea, leader nella vendita di cucine in Italia, può leggere e interpretare l’evoluzione nelle attese dei consumatori? Lo fa con una ricerca globale che ha coinvolto 31 mila partecipanti in 31 mercati, Italia compresa, e che restituisce una fotografia molto dinamica, tra rituali legati al cibo e routine sempre più flessibili, voglia di convivialità e nuove abitudini quotidiane, come l’uso degli schermi.
La ricerca: abitudini che cambiano, spazi che si evolvono
Cambiano i tempi, cambiano gli spazi. La cena, durante la settimana, dura sempre meno: secondo la ricerca, per la maggioranza degli italiani non supera i 30 minuti. Mentre si mangia, la televisione è di solito accesa e non mancano gli smartphone, nemmeno in compagnia. La cucina resta lo spazio centrale per i pasti, ma non è più l’unico: una persona su tre la alterna con altri ambienti. Il soggiorno emerge come prima scelta per il 40% del campione, ma dipende molto dal momento e dai bisogni. La ricerca sottolinea come la linea di confine tra la cucina e il resto della casa si faccia sempre più sottile, in un ecosistema di ambienti fluidi in cui le funzioni si sovrappongono.
IKEA si inserisce qui, in questa esigenza di spazi multifunzionali, capaci di accogliere non solo la preparazione e il consumo dei pasti, ma anche momenti di lavoro, relazione, pausa, e dove diventano indispensabili soluzioni modulari, personalizzabili e ben organizzate, dal cassetto delle posate al sottolavello. Il consumatore, inoltre, non cerca una cucina da prendere e buttare via, ma da riprogettare e modificare nel tempo, dai frontali agli elettrodomestici. Questa visione non solo si inserisce in un’ottica di sostenibilità e di estensione del ciclo di vita dei materiali, ma si collega anche al desiderio di avere degli ambienti in cui sentirsi connessi e vivere con serenità i gesti quotidiani. Anche se spesso mangiamo da soli e di fretta, infatti, il 60% degli intervistati considera ancora importante la socialità a tavola, e oltre un terzo dichiara di voler mangiare più spesso con le persone con cui vive.
rogetto Cucina ha parlato con di tutto questo con Sergio Gusmini, Country Business Leader Kitchen & Appliances IKEA Italia, per capire come le abitudini degli italiani orientino prodotti, servizi e trend nel mondo cucina, e come il colosso del mobile, nel nostro Paese da 37 anni, stia leggendo questa evoluzione.
Partiamo dalla ricerca: cosa raccontano le cucine degli italiani su come sta cambiando la società?
Un tempo in cucina si cucinava e si guardava la televisione. Oggi si fanno i compiti, si ascolta musica, ci si ritrova, si crea. Più dell’80% degli italiani considera la casa il luogo privilegiato per la socialità, e il 40% associa la convivialità all’atto del cucinare insieme: non solo per il pasto in sé, ma per condividere tempo di qualità tra le mura domestiche, anche alla luce dell’alto costo della vita.
Nelle nuove costruzioni, la cucina si fonde spesso con il dining e il living room, creando spazi fluidi, connessi, integrati. E se passiamo più tempo in casa, cresce naturalmente l’attenzione per accessori e dettagli. Tessili, posate, cuscini, illuminazione: tutto deve essere coordinato e bello da vedere, oltre che funzionale.
Un’altra cosa che osserviamo nel mercato italiano è la crescente richiesta di soluzioni che facilitino l’organizzazione interna. In ambienti dove tutto è visibile, una delle più grandi frustrazioni riguarda lo spazio sui piani di lavoro. Cresce il bisogno di soluzioni intelligenti e accessibili, dai divisori per le posate agli organizer per pentole e coperchi. Anche elementi come il piano di lavoro o i sistemi sottolavello estraibili, che possono sembrare dettagli marginali, in realtà rispondono a un’esigenza sempre più diffusa: quella di vivere gli spazi in modo organizzato e sereno, valorizzando ogni centimetro disponibile.
IKEA è oggi il principale player nella vendita di cucine in Italia. Dal vostro osservatorio, che fotografia darebbe del mercato nostro Paese?
Il mercato delle cucine in Italia sta attraversando una fase di forte evoluzione. Cresce l’attenzione alla qualità, alla durabilità e alla sostenibilità, tre temi molto importanti, assieme alla ricerca di soluzioni per personalizzare gli spazi. Si cercano cucine affidabili, di qualità, e accessibili, che ci accompagnino nel tempo. Per questo, il nostro modello di business combina il design con la funzionalità e il valore percepito. In termini di assortimento, emerge una domanda sempre più orientata alla flessibilità progettuale. Non a caso il nostro ‘eroe’ è METOD, un sistema modulare che permette di aggiornare la struttura di una cucina nel tempo, favorendo scelte sostenibili non solo in termini di prodotti, ma anche di servizi. Per fare un esempio pratico, ‘Rinnova la tua cucina’ parte da un livello base, che comprende la sostituzione dei frontali, fino a un servizio più completo che copre anche piani di lavoro ed elettrodomestici. Il percorso d’acquisto, poi, deve essere chiaro: dall’ispirazione, quando il cliente guarda il nostro sito per farsi un’idea, ai punti vendita, installazione e servizi post-acquisto compresi.
Quanto e come è cambiata la domanda rispetto al periodo pre-pandemico?
Abbiamo sempre registrato una buona crescita: non balzi clamorosi, ma un incremento costante nel tempo. Il Covid ha sicuramente contribuito a cambiare la percezione che gli italiani hanno della casa: come dicevo, oggi ci passano molto più tempo rispetto a prima. Da qui la domanda di configurazioni di cucina flessibili e aggiornabili in base alle necessità. A questo proposito, torna il tema di ‘Rinnova la tua cucina’: all’interno dello stesso percorso di vita, le scelte e i modi di vivere cambiano. Può dipendere, ad esempio, dal fatto di avere figli o meno, o dalla frequenza dei viaggi. Ecco perché è importante avere una cucina che ‘cambi faccia’ nel tempo, perché anche noi evolviamo come persone.
Negli ultimi cinque anni, quali cambiamenti strutturali avete osservato nei comportamenti di acquisto degli italiani quando si tratta di cucina? E per quanto riguarda gli elettrodomestici?
Il cliente richiede un customer journey sempre più personalizzato. Vuole essere accompagnato step by step in tutto il processo di acquisto. Parallelamente, stiamo assistendo a un uso importante dei canali digitali e alla crescita della progettazione da remoto, che rappresenta uno dei nostri punti di forza. Il consumatore è più disponibile a usare i nostri configuratori online, da solo o con l’aiuto dei nostri co-worker, anche se l’approccio vis-à-vis resta la nostra fonte principale. Da pochi mesi, forniamo una guida agli elettrodomestici disponibile solo online, pensata per permettere di fare scelte più semplici ma consapevoli. Se il cliente può confrontare facilmente un prodotto con un altro, è più probabile che si senta ‘conquistato’, perché sarà meno confuso dalle tante offerte che si trovano quotidianamente sul mercato. Parlando di elettrodomestici, si osserva una crescente tendenza ad acquistare cucina ed elettrodomestici insieme. IKEA Italia è tra i primi posti per rapporto tra cucine vendute e numero di elettrodomestici venduti per cucina. Il cliente, infatti, tende a preferire cucine complete, con soluzioni integrate ed efficienti dal punto di vista energetico.
Qual è oggi il prezzo medio di una cucina IKEA venduta nel nostro Paese? Come si è evoluto il rapporto tra accessibilità di prezzo e valore percepito, e come si mantiene un equilibrio?
Il nostro obiettivo principale è posizionarci in modo competitivo, unendo accessibilità e qualità percepita. Copriamo tutte le fasce di prezzo: il costo di una cucina IKEA può variare dai 2 ai 15 mila euro, a seconda delle configurazioni e dei servizi scelti. Siamo più presenti nella fascia mainstream e premium con il sistema METOD, il nostro core business, pensato per chi punta agli elementi che citavo prima: modularità e durabilità. La serie KNOXHULT, invece, si rivolge alla famiglia che presidia la fascia più accessibile, con soluzioni pronte all’uso: la maggior parte degli articoli può essere acquistata e portata via in giornata. È semplice da pianificare, acquistare e installare, e nell’ultimo anno abbiamo raddoppiato i colori e alcune funzionalità. Da una parte, quindi, puntiamo sul design ‘democratico’, che garantisce funzionalità, durabilità e sostenibilità a un prezzo vantaggioso e che si completa con un ampio assortimento. Abbiamo oltre trenta finiture di ante che, abbinate tra loro, generano centinaia di combinazioni. Allo stesso tempo, offriamo standard elevati nelle meccaniche e nei componenti: 25 anni di garanzia sul sistema METOD, inclusi i piani di lavoro, dieci anni sui miscelatori e cinque anni sul 95% degli elettrodomestici, anche nelle fasce di prezzo più accessibili. Questo perché accessibilità non deve essere sinonimo di bassa qualità.
Nel mercato cucina l’innovazione è spesso poco visibile. In quali ambiti state innovando oggi più di quanto il consumatore percepisca?
Innovare in cucina è una sfida anche per i provider e i retailer che sono abituati a farlo. Noi ci impegniamo fin dalla progettazione: con il sistema METOD, la cucina può essere aggiornata sia esternamente, con nuovi colori e finiture, sia internamente. Abbiamo lavorato, ad esempio, sugli elementi angolari per offrire soluzioni più flessibili rispetto al passato. Quest’anno abbiamo rinnovato anche gli interni estraibili, con cesti più curati e funzionali, dotati di struttura ottimizzata che sfrutta ogni centimetro e aumenta la portata. È un’innovazione ‘pragmatica’, se vogliamo, un tipo di qualità che il cliente percepisce nell’uso quotidiano. Un altro capitolo importante riguarda gli elettrodomestici. Il nostro lavoro su forni, cappe e piani cottura li ha resi più accattivanti e intuitivi, senza rinunciare alla qualità. A gennaio abbiamo ampliato l’assortimento dei piani a induzione con aspirazione integrata, oggi disponibili anche a un prezzo più accessibile, mantenendo sempre cinque anni di garanzia. Naturalmente una cucina può essere bellissima, ma poi serve un co-worker capace di raccontarne il valore. Per questo, nel 2025 ne abbiamo formati più di 700, per un totale di 17 mila ore di formazione certificate. Infine, il customer journey deve essere sempre più omnicanale: prima parlavo della guida online agli elettrodomestici, ma penso a tutti quei digital tool che rendono più semplice iniziare il processo d’acquisto. Con il configuratore KNOXHULT, per esempio, puoi pianificare una cucina in cinque minuti. Se il comportamento del cliente è sempre più fluido, anche il percorso d’acquisto deve esserlo.
A proposito di questo, negli ultimi anni IKEA sta evolvendo il proprio modello di negozio, puntando su formati più piccoli, punti di progettazione e una logica sempre più omnicanale. Che ruolo hanno questi nuovi format nello sviluppo del business cucina e nel rapporto con il consumatore italiano?
Storicamente, i negozi IKEA sono grandi punti vendita in periferia con showroom e magazzino. Oggi, però, ci stiamo orientando anche verso formati più compatti e centrali, per essere più vicini al cliente. I Plan & Order sono ambienti più raccolti, dove il cliente può progettare e fare l’ordine, sentendosi più sicuro nelle proprie scelte. L’acquisto di una cucina, infatti, è di solito un percorso lungo, che può coinvolgere venti o più touch point, con almeno tre o quattro appuntamenti dedicati, possibilmente con lo stesso consulente. È in questi momenti che si attivano tutti i servizi che completano l’esperienza. In questo percorso, è importante garantire sempre un’alta performance qualitativa: lavoriamo costantemente per migliorare l’installazione, uno degli aspetti più richiesti dai clienti, e continuiamo ad ampliare i servizi, dal rilievo misure allo smontaggio. Il canale fisico tradizionale, infatti, rimane fondamentale: molti clienti continuano a concludere l’acquisto in negozio per vedere e toccare il prodotto dal vivo. Entro il 2026, tutti i nostri store avranno una piattaforma cucine ancora più immersiva e ispirazionale, perché la qualità della presentazione dell’assortimento è fondamentale.
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