È ancora il caso di investire sul mercato cinese del mobile? I dubbi non mancano: il Paese più popolato del mondo ha perso rapidamente posizioni nella classifica dei principali Paesi di destinazione per i mobili made in Italy. Roberto Gavazzi, titolare e Ceo di Boffi DePadova va controcorrente e – come informa il Sole 24 Ore in Cina ha appena concluso una serie di investimenti importanti, con l’inaugurazione di due nuovi spazi monomarca a Wuhan e Shenzhen e il raddoppio delle superfici dei due negozi di Pechino e Shanghai.
«Ci sono ancora un paio di città molto interessanti, in cui vorremmo espanderci. Poi vedremo, vogliamo comunque essere cauti” – spiega Gavazzi, secondo il quale l’unica opzione aperta è quella di presentarsi al top nel modelli, nell’aspetto e nelle location dei negozi e di proporre una gamma capace di realizzare una casa completa, dalle porte alle cucine, dagli arredi ai bagni.
Per Boffi DePadova il 90-95% del valore proviene dal retail mentre il contract ha visto invece una contrazione nel 2025, dovuta soprattutto allo slittamento di alcune commesse, principalmente negli Stati Uniti, che porterà il fatturato complessivo del gruppo a chiudere l’anno con un calo complessivo del 4-5% circa. Positive invece le previsioni per il 2026, con un budget che prevede una crescita del 4%, trainata soprattutto dai mercati asiatici e anche da quello statunitense, primo Paese estero per vendite, che pesa per il 30% circa dei ricavi.
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