Beko Europe: “Cassinetta, centro di eccellenza per il design e cooking”

A Cassinetta di Biandronno, in provincia di Varese, pulsa il cuore europeo di Beko Europe. In questa sede, nata nel 1965, e che proprio ieri ha celebrato ieri il 50esimo anniversario dalla scomparsa di Giovanni Borghi, fondatore della Ignis, oggi c’è una factory che unisce design, ricerca e sviluppo, testing e produzione industriale ad alta automazione, ed è considerata il polo dello sviluppo del cooking, non solo a livello italiano, ma mondiale.

Francesco Misurelli, Built-In Growth Leader Europe & Managing Director Italia, che ha aperto le porte della fabbrica alla stampa, ha ribadito l’importanza dell’incasso nella strategia del gruppo. “Questo segmento – ha sottolineato – è più complesso rispetto al libero posizionamento perché la catena del valore è più articolata, e per arrivare al consumatore finale il percorso è più lungo”.

Ma per Misurelli, questa complessità, rappresenta però un’opportunità. “La nostra azienda ha un background solido, che unisce expertise storiche come quelle di Whirlpool e Indesit, e questo ci offre un vantaggio competitivo importante sia in Italia sia a livello globale. L’Italia è infatti un trend setter nel settore cucine: i produttori italiani hanno sempre innovato e portato nuove soluzioni, poi seguite anche dagli altri Paesi. Collaborare con loro ci permette di essere vincenti non solo sul mercato nazionale, ma di proiettare il nostro know-how a livello mondiale”.

Per il manager è fondamentale aiutare i produttori italiani a crescere all’estero. “In Italia le quote sono già molto alte, quindi per noi è sufficiente mantenerle. Se i cucinieri italiani aumentano il loro fatturato grazie all’export, automaticamente cresciamo anche noi, mantenendo la stessa quota. Oggi però la percentuale della maggior parte dei produttori italiani è ancora molto bassa, soprattutto se confrontata con i brand tedeschi. È un limite strutturale del sistema, un “nanismo industriale” che dobbiamo superare, perché il settore ha un potenziale enorme per il PIL italiano e per l’industria nazionale”.

Il mercato built-in e la posizione di Beko Europe

Come spiegato da Misurelli, il 70% degli elettrodomestici da incasso venduti insieme alle cucine in Italia è veicolato attraverso il canale Kitchen. “Parliamo di circa 700.000 cucine vendute ogni anno: un mercato centrale per l’incasso. In Europa i principali mercati sono Germania, Italia, Francia e Regno Unito; negli Stati Uniti, invece, la cucina da incasso è ancora un segmento di nicchia, riservato a consumatori benestanti. Per questo motivo l’Italia è fondamentale: ci consente di sperimentare, innovare e sviluppare soluzioni da esportare a livello globale. Beko, a livello internazionale, inizialmente non aveva una forte cultura del built-in: l’acquisizione di Whirlpool Europe ci permette di integrare efficienza industriale con il know-how specifico sull’incasso, creando sinergie molto forti”.

Oggi Beko Europe è il primo gruppo in Italia, con quote superiori al 30% e una presenza importante presso i produttori di cucine, grazie a quattro marchi principali: Indesit, Hotpoint, Whirlpool e Beko. “Spesso ci è stato chiesto se gestire quattro brand non fosse complicato. In realtà riteniamo sia un punto di forza, perché ci permette di presidiare fasce di consumatori diverse, con un’offerta ampia e ben segmentata. È vero, ci sono alcune sovrapposizioni, ma limitate. Ad esempio, il consumatore di Beko è giovane e aperto alle novità, mentre quello di Hotpoint è una famiglia tradizionale, più attenta al design che alla tecnologia. Whirlpool presidia il segmento premium e Indesit è posizionata in quello entry-level. Questa strategia ci consente di competere in modo strutturato, senza dover coprire con un solo brand tutto lo spettro di prezzo, cosa che invece crea difficoltà ai nostri competitor”.

Italia come laboratorio di innovazione

Il mercato italiano è per Beko Europe un laboratorio di innovazione, destinato a guidare lo sviluppo globale. “Qui nascerà il nostro centro di eccellenza per design e cooking, riconosciuto come un valore aggiunto per tutto il gruppo – continua Misurelli-. Il design italiano è un punto di forza indiscutibile e ci permette di differenziarci rispetto ad altri Paesi“.

Sostenibilità

Un altro pilastro della strategia è la sostenibilità. Per Beko non è uno slogan, ma un impegno concreto. “In pochi anni siamo passati dalla 44ª alla 17ª posizione nella classifica delle aziende più sostenibili al mondo, e la più sostenibile nel settore degli elettrodomestici. Questo grazie a un lavoro decennale: diventare carbon free richiede tempo e coerenza. Tutti i nostri numeri sono certificati e i nostri prodotti integrano soluzioni circolari, come l’uso di reti da pesca riciclate nei forni o materiali riciclati nei cestelli. La sostenibilità è un elemento differenziante che vogliamo portare in tutti i segmenti, sia freestanding che built-in“.

Eurocucina e le sfide future

Ad aprile 2024, subito dopo l’acquisizione, l’azienda ha deciso di presentarsi a  Eurocucina con due stand separati. Quest’anno invece, spiega Misurelli,  presenteremo con uno stand unico, sotto il cappello Beko Global, per valorizzare l’innovazione e il design dei marchi. “Non sarà un esercizio facile: l’anno scorso lo stand è stato molto apprezzato e ora dobbiamo fare ancora meglio, integrando quattro marchi in un’unica visione. È una sfida, ma anche un’opportunità per mostrare tutta la forza del nostro portafoglio” ha concluso.

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