“Avvio d’anno difficile, ma siamo al fianco dei retailer”

“L’anno si aperto con consumi e acquisti ancora in contrazione e quindi si sta per chiudere un primo trimestre difficile per la distribuzione, ma siamo al fianco dei retailer”. Queste le parole con cui Laurent David, direttore generale di Findomestic ha aperto ieri la tappa milanese dell’Osservatorio dei consumi. Secondo il manager non ci sono al momento le condizioni per poter affermare che si sia fuori dalla crisi, “ma le nostre stime proiettano un avvio d’anno ancora a segno meno, anche evidenti, ma una seconda parte più positiva. Questa è una prospettiva difficile anche per noi perché senza consumi, non c’è credito, ma è altresì vero che senza credito c’è ancora meno consumo. Ecco perché diciamo ai retailer che noi ci siamo, siamo al loro fianco anche in questi momenti molto complessi per trovare soluzioni, formule per sostenere gli acquisti: non possiamo solo aspettare”, ha affermato sempre il manager. Sullo sfondo un mercato del credito al consumo che nel 2012 ha perso – secondo Assofin – quasi il 12% del flusso erogato nel 2011, attestandosi a un volume di erogazioni di 48,1 miliardi di euro e aggravando così un calo che si era già fatto sentire nel 2010 e 2011, ma a un solo digit. “In questo contesto Findomestic è cresciuta invece dell’1,7% come peraltro nei due anni precedenti” ha proseguito il direttore generale di Findomestic: “Una crescita sana, ci tengo a sottolineare, perché quando la crisi si affacciata sui mercati abbiamo compreso che la crescita non solo non poteva più arrivare dai volumi dei contratti, ma poteva anche essere un rischio. Ecco perché abbiamo investito affinché da un lato il credito erogato fosse ben coperto dai rischi, ma dall’altro ci presentassimo ai consumatori con nuove formule e servizi forti. Ci siamo preoccupati di capire cosa cambiava e come”. Sì perché secondo l’Osservatorio dei Consumi realizzato da Findomestic a livello paneuropeo il retail e con loro le finanziarie non hanno solo di fronte “un consumatore in modalità crisi che quindi compra meno e punta a risparmiare di più, ma che sta esprimendo sempre di più modalità alternative di consumo che oggi possono anche apparire marginali o lontane, ma che non vanno assolutamente sottovalutate”, ha esortato Claudio Bardazzi, responsabile per Findomestic dell’Osservatorio.
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