CBAM: ovvero come farsi del male da soli. Questo potrebbe essere il titolo di una storia del provvedimento Carbon Border Adjustment Mechanism, il regolamento votato dal Parlamento Europeo nel 2025 con l’obiettivo di gravare con una sorta di dazio le importazioni in Unione Europea di materie prime come ferro, acciaio ed alluminio, la cui lavorazione ha un significativo impatto ecologico in modo da difendere la produzione europea resa più costosa dalle numerose norme a garanzia dell’ambiente.
Una iniziativa lodevole ma male impostata in quanto limitata alle materie prime e non estesa ai prodotti che le utilizzano. Il risultato non è stato difendere la produzione europea ma al contrario svantaggiata.
Un produttore europeo di lavatrici ad esempio pagherà il ‘dazio’ sul metallo che utilizza e acquista da Paesi extra UE con un significativo aumento dei costi, mentre un produttore di lavatrici ad esempio asiatico non pagherà alcun maggior costo quando vende in Europa una lavatrice prodotta con quella stessa quantità di metallo ma non gravata da alcun ‘dazio’ con un significativo vantaggio in termini di prezzo.
Alla fine dell’anno scorso, grazie all’azione delle Associazioni di categoria del settore elettrodomestici e di altri settori, finalmente la Commissione Europea ha pubblicato una proposta di modifica del Regolamento CBAM che estenderebbe l’ambito della norma a 180 prodotto che utilizzano ferro, acciaio e alluminio: fra gli altri lavatrici, frigoriferi congelatori combinati e asciugatrici.
Applia Europe però non comprende perché la misura non sia stata estesa ad altre categorie di prodotti come lavastoviglie, forni, boiler, congelatori che pongono lo stesso tipo di problema e si è inserita nella procedura di raccolta di feedback delle parti interessate con un Position Paper.
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