L’operazione di cessione di Antonio Merloni a J.P. Industries avvenuta alla fine del 2011 è stata annullata dalla seconda sezione civile del Tribunale di Ancona, che ha accolto il ricorso di alcune banche creditrici del gruppo di Fabriano, presentato nel febbraio dello scorso anno: Mps Gestione Crediti Banca, Unicredit Management Bank, Banca delle Marche, Banca Popolare di Ancona, Cassa di risparmio di Fabriano e Cupramontana, Banca Cr di Firenze, Banca dell’Adriatico. Secondo gli istituti di credito, l’azienda sarebbe stata pagata un quinto del suo valore reale, cioè 12 milioni di euro invece di 54.Il Tribunale, riportano diversi quotidiani locali, ha dato ragione alle banche, sostenendo che l’operazione di cessione, avvenuta sotto l’egida del ministero dello Sviluppo economico (l’azienda era in amministrazione controllata), ha ”Violato un vincolo diretto a salvaguardare, nell’ambito della pluralità degli interessi, quello dei creditori”. Il collegio ha rilevato anche varie violazioni delle ”norme imperative relative al criterio di determinazione del valore” del complesso industriale, tali da ”inficiare l’intera operazione di vendita per illiceità”. La sentenza, attesa da mesi, getta ulteriore incertezza sul futuro dei 700 ex lavoratori di Antonio Merloni, anche se la gran parte è attualmente in cassa integrazione straordinaria per ristrutturazione. © RIPRODUZIONE RISERVATA In caso di citazione si prega di citare e linkare progettocucinabiz.it