Il decreto Salva Italia aveva previsto l’alzata di scudi da parte degli enti locali nei confronti della deregulation sulle aperture domenicali e infatti aveva anche stabilito che l’autorità antitrust avrebbe dovuto vigilare sull’eventuale reintroduzione di restrizioni in quanto vincolo alla libera concorrenza. E non stupisce quindi che l’autorità in questione abbia evidenziato nei giorni scorsi che è necessario che “i vincoli di ordine normativo e amministrativo a livello regionale e locale vengano tempestivamente e definitivamente rimossi”. In base alle rilevazioni fatte dall’organo di controllo è tra l’altro emersa non solo la sussistenza di tali vincoli, ma anche che – manco a dirlo – sono state più le grandi superfici oltre i 2.500 (quasi il 90%) a usufruire delle aperture domenicali (almeno per il 76% delle domeniche) rispetto ai piccoli esercizi (9,7%%) e ancor più nel Sud rispetto ai grandi centri del Nord. I negozi medi – dai 400 ai 2.500 mq – ne hanno usufruito dei 45% dei casi. Le grandi superfici hanno aperto almeno nel 50% delle domeniche nel 5,9% dei casi, le medie nel 35,6% e nel 15,3% quelle piccole. Due terzi dei piccoli negozianti non apre perché non ci sono vantaggi economici a farlo; stessa motivazione vale per le grandi realtà ma solo nel 40% dei casi, segue politiche d’insegna o aziendali (40%) e ostacoli normativi o amministrativi (20%).
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